Regioni

L’Aquila: entro fine anno pronta la cattedrale di San Massimo

L’obiettivo è celebrare la messa di Natale, quest’anno, nella cattedrale San Massimo a piazza Duomo, all’Aquila. Questa è la ragione della programmazione serrata degli interventi nel cantiere dell’edificio di culto, in centro storico. Premessa: facciata della chiesa è stata appena scoperta. Ottimo il risultato di anni di un impegnativo restauro, ma anche di blocchi legislativi. “Spero di poter fare il bis entro il 2026, da un lato il teatro e dall’altro la cattedrale che è un altro segno tangibile della Capitale italiana della cultura che ci ha dato lo stimolo a far riconoscere L’Aquila come un modello”. Lo ha dichiarato oggi il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Niondi, riferendosi alla cattedrale e ad un’altra opera monumentale, del capoluogo di regione, il teatro San Filippo Neri, riaperto a marzo dopo gli interventi post sima. “Avevamo una parte crollata, la zona presbiteriale aveva subito crolli notevoli, la prima fase è stata quindi quella per la messa in sicurezza”, ha spiegato l’architetto Augusto Ciciotti, direttore dei lavori, ricordando il terremoto del 2009 e i grandi passi avanti fatti nella ricostruzione, illustrato poi gli interventi di un cantiere complesso. “Si è riusciti ad arrivare al cantiere vero e proprio, dopo diverse difficoltà anche burocratiche. C’è stata prima la riparazione dei gravi cedimenti strutturali e poi la fase di consolidamento. Rifatte le volte, le archeggiature e i pilastri si è messa mano agli apparati decorativi. L’indagine archeologica, dopo aver smontato il pavimento che sarà rimontato, é quasi completata. La cupola è oggetto di valutazione e attenzione e si sta pensando di recupere quella originaria ma necessita di un significativo restauro. Sul tavolato, infatti, è stata applicata una finta cupola con una tela. – ha concluso – A breve verrà ricollocato anche il coro ligneo che è uno dei punti di forza della cattedrale”.

 

Il Consiglio regionale della Toscana dice no ai Cpr, in particolare a quello previsto nel territorio del comune di Aulla (Massa e Carrara), e no al cosiddetto “hotspot” nel comune di Collesalvetti (Livorno), attraverso due mozioni – rispettivamente del gruppo Avs e del Partito democratico – approvate dall’aula di palazzo del Pegaso. L’atto sui Cpr è stato approvato col voto favorevole delle forze di maggioranza e Forza Italia, l’altro invece dalle sole forze di maggioranza. La mozione di Avs, ricordando l’interesse del Governo alla realizzazione di un Cpr nel comune di Aulla e come questa ipotesi abbia suscitato forte preoccupazione e contrarietà sia da parte dell’amministrazione comunale che della cittadinanza, “impegna la Giunta regionale a esprimere nelle sedi istituzionali competenti la propria contrarietà alla realizzazione di un Centro di permanenza per il rimpatrio nel comune di Aulla, località Pallerone”. La mozione del gruppo Pd, ricordando che secondo organi di stampa il Ministero dell’Interno, tramite la Prefettura di Livorno, starebbe valutando l’individuazione – nel comune di Collesalvetti – di un’area adibita alla realizzazione di un nuovo “hotspot” destinato alla gestione delle procedure di arrivo, di prima assistenza, di identificazione e di successivo indirizzamento dei cittadini stranieri giunti irregolarmente sul territorio nazionale, prendendo atto di come tale scelta non appaia compatibile con le caratteristiche territoriali, sociali e infrastrutturali di questa zona e di come siano già state espresse posizioni di ferma contrarietà da parte del sindaco di Livorno, della sindaca di Collesalvetti e dell’assessora regionale competente, “impegna la Giunta regionale ad attivarsi nei confronti del Governo affinché sia scongiurata la realizzazione dell’hotspot a Collesalvetti e parimenti a rappresentare al Governo le gravi criticità dell’attuale sistema dei Centri per l’immigrazione con la necessità di una revisione organica della disciplina vigente, superando logiche emergenziali e modelli basati sulla concentrazione dei migranti”.

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