Economia e Lavoro

Energia: bolletta Italia salirà di 9 miliardi anche con fine guerra Iran

di Tommaso Tetro

(LaPresse) – La bolletta energetica dell’Italia salirà di 9 miliardi anche con la fine della guerra in Iran. I conti in tasca alla spesa dello Stato li fa l’Unem all’assemblea 2026, dove tirando un po’ le somme degli effetti dei tanti fronti aperti di incertezza internazionale – dalla crisi in Medioriente all’invasione dell’Ucraina fino ai complessi e “costosi” passaggi della transizione energetica – mette in chiaro che per il carburante per gli aerei, il cosìdetto jet fuel, non ci saranno problemi almeno per quest’estate.

Tanto per cominciare, il presidente dell’Unione energie per la mobilità Gianni Murano tran quillizza i suoi, in particolare su due aspetti fondanti: il primato “ancora lungo” delle fonti fossili, e la vittoria delle auto a benzina e gasolio su quelle elettriche. “La domanda di energia sta crescendo e continuerà a farlo nei prossimi decenni – osserva Murano – ciò vale anche per il petrolio e per il gas che resteranno ancora a lungo componenti significative del mix energetico mondiale”. Poi il riferimento ai carburanti tradizionali come benzina e diesel che, “nonostante gli attuali prezzi”, restano “le opzioni più competitive: con un rifornimento di 100 euro percorrono tra il 30 e il 40% in più in termini di km rispetto all’auto elettrica”.

E’ chiara quindi, non soltanto per deduzione, il ragionamento di Murano sulla transizione energetica: “Non consiste in una sostituzione immediata delle fonti – è la riflessione – ma è un processo graduale e articolato in cui le nuove tecnologie si affermano progressivamente mentre quelle esistenti continuano a garantire il funzionamento dell’economia”. Tradotto significa che, parole di Murano, “le energie rinnovabili si mostrano addizionali alle fonti energetiche tradizionali, non le sostituiscono automaticamente”.

Palla al centro e assist su cui convergono sia il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin che il presidente di Confindustria Emanuele Orsini. Il primo parla di necessità accompagnare il cambiamento nel settore dell’automotive senza scelte ideologiche legate al motore elettrico; il capo degli industriali italiani chiede invece “interventi rapidi” che abbiano “al centro fiducia e coraggio”, ribadendo che per esempio sarebbe “molto miope” continuare “a parlare di contrattazione politica” in Europa sulla questione dell’Ets mentre si stanno perdendo “industria e posti di lavoro”.

La bolletta energetica italiana – analizza poi l’Unem – potrebbe aumentare di 8-9 miliardi rispetto al 2025 quando l’esborso complessivo è stato di 48,7 miliardi: quest’anno la stima è intorno ai 57-58 miliardi, e comunque soltanto in caso di rientro della crisi iraniana. Per il petrolio l’aumento previsto è di un valore pari a 24 miliardi, 4,5 miliardi in più del 2025, con l’ipotesi di quotazioni medie di 90 dollari barile in media annua. Il bilancio messo a punto dall’Unem tocca anche il taglio delle accise prorogato di volta in volta dal governo (per un costo di oltre un miliardo di euro, come se fossero venuti meno 1,6 miliardi di litri di carburanti): le entrate per lo Stato sarebbero state ancora minori se non ci fossero stati gli sconti a benzina e diesel. Sui prezzi dei carburanti – conclude Murano – l’intervento del governo sulle accise per contenere l’aumento dei prezzi al dettaglio ha permesso “di limitare la crescita dell’inflazione” attenuando quindi l’impatto su imprese e famiglie.

Related posts

Pasta troppo cara, scatta l’allerta sulle speculazioni. Scende in campo Mister Prezzi

Redazione Ore 12

Prezzi surriscaldati dall’energetico

Redazione Ore 12

Stato dell’economia, un futuro di incertezza da incognite internazionali

Redazione Ore 12