Politica

FnV: Vannacci choc, femminicidio non esiste. In platea ‘camerati’ su note Dalla e versi De Andrè

Di Nadia Pietrafitta (*)

Sceglie come inno ‘Futura’ di Lucio Dalla, e inizia citando ‘Via del Campo’ di Fabrizio De Andrè, perché “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior” (sabato era “la feccia”). In platea si salutano “i camerati”, il generale viene accolto e celebrato come “Giulio Cesare”, i suoi fedelissimi sono convinti che “la politica è la continuazione della guerra e della difesa della patria ma con altri mezzi”, parafrasando la massima del generale prussiano Carl von Clausewitz, e c’è spazio anche per San Paolo: “Come diceva? ‘Chi non lavora non mangia’. Era fascista?”.

Roberto Vannacci chiude tra applausi, bandiere, selfie e standing ovation l’assemblea costituente di Futuro nazionale. Sul palco in mattinata si alternano i militanti, poi è il turno della ‘sporca dozzina’ dei parlamentari. “Camerati che ritornate a casa come me”, esordisce il deputato Domenico Furgiuele, e lo stesso fa Lorenzo Gasperini, chiamato a illustrare l’agenda di Futuro nazionale. “Il nostro è un programma in italiano, senza asterischi e senza schwa – la sottolineatura -. Non ci sarà l’interruzione volontaria di gravidanza, ma l’aborto; non ci sarà la gestazione per altri, ma parleremo di utero in affitto; non il suicidio assistito, ma l’omicidio volontario di un consenziente”, insiste, pronto a rivendicare la distanza, sia con chi è al governo che con chi sta all’opposizione, già a partire dalle parole. Massimo Arlechino legge una lettera di Gianni Alemanno.

“Sono molto dispiaciuto di non essere lì con voi e con Roberto Vannacci, per partecipare alla nascita di questa speranza per l’Italia e gli italiani e di questo movimento politico a cui aderisco con decisione – mette nero su bianco l’ex sindaco di Roma -. Non veniamo dal Msi, non potevano rassegnarci alle sbiadite interpretazioni della destra del governo di Giorgia Meloni. La vera destra non è mai stata conservazione, ma cambiamento e futuro, e la vera destra è Futuro nazionale”. Poi la scena è tutta del generale, che se la prende con un intervento di oltre un’ora e mezza, che sembra quasi scritto per trovare avversari, a destra come e sinistra. Parla di remigrazione e fissa al 4% “la quota dei Longobardi”, la soglia massima per la presenza di stranieri in Italia: “La misura è già ampiamente superata, l’omogeneità culturale è già compromessa, con oltre il 12% di stranieri sul suolo nazionale. Vogliamo che in Italia vivano gli italiani”. Puntando a “tolleranza zero” contro i criminali, poi va giù duro contro una norma approvata all’unanimità dal Parlamento: “Non esiste il femminicidio. Un reato non è più o meno grave in base al sesso, al colore della pelle o alla religione di chi lo commette o di chi lo subisce: questa è la vera parità. Una posizione di lavoro la si guadagna in base al merito, non in base a quello che uno ha sotto le mutande. Sono contrario al femminicidio, è un omicidio come tutti gli altri. Non c’è bisogno di una fattispecie specifica”, dice chiaro, attirandosi critiche bipartisan. Un lungo capitolo è dedicato ai giovani, a partire dalla scuola. “Deve essere dura e selettiva, ma non perché sono cattivo, perché la vita è dura e selettiva. Se oggi i soloni della sinistra parlano di disagio giovanile è perché questa scuola buonista non prepara ad affrontare la vita”, scandisce, sottolineando come non tutti debbano fare il liceo: “Ai miei tempi c’era il libretto di lavoro a 14 anni, perché non lo ripristiniamo? Sarà la nostra prima proposta: libero, per chi lo vuole, mica li mandiamo in miniera…”. C’è poi la famiglia, “cellula fondamentale della società. Non vi è un solo italiano che non sia stato generato da un padre e da una madre italiani. Vogliamo riattivare il saldo demografico della nazione – assicura -. No al reddito improduttivo di cittadinanza, vogliamo il reddito produttivo di maternità”. Sul fronte energetico propone il nucleare di ultima generazione, lo stop agli incentivi per le rinnovabili e il ritorno all’ora legale permanente; poi aggiunge che “vogliamo essere liberi di comprare energia da chi ce la vende al miglior prezzo”. Nessun accenno alla politica estera, se non una chiusa ‘poetica’, declamata anche in russo: la bellezza salverà il mondo, mir spasët krasotà. “È contagiosa, ma sulla bellezza – l’ultima strizzatina d’occhio rivolta al mondo no vax – non hanno ancora trovato il vaccino”.

(*) La Presse

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