“A mio avviso si tratta di una tempesta in un bicchiere d’acqua, enfatizzata da Meloni che ha lanciato una specie di fatwa all’Associazione Italiana Editori, promotori di ‘Più libri più liberi’”. Così Gianfranco Pagliarulo, presidente nazionale Anpi, nel corso della conferenza stampa di presentazione della Festa nazionale dell’Associazione, ‘Facciamo Resistenza’, in programma dal 18 al 22 giugno a Limena, nel Padovano, commentando la richiesta di un ‘patentino antifascista’ chiesto alle case editrici per partecipare alla fiera ‘Più libri più liberi’ in programma a Roma. “Ho letto il testo incriminato: si richiede alle case editrici di riconoscere quelli che, di fatto, sono i valori alla base della democrazia. Si chiede rispettare la libertà pensiero e di stampa. Si chiede di condannare frasi e gesti, aventi per scopo l’incitamento all’odio e per questo c’è la legge Mancini. Si chiede di essere fedeli alla Repubblica: articolo 54 della Costituzione. Si parla di apologia del fascismo, contro la quale c’è la legge Scelba. Insomma – sottolinea Pagliarulo – questa premessa degli organizzatori è una tautologica e pleonastica. Sarebbe stato più ragionevole operare in un altro modo: se fossero stati presentati volumi che avessero contemplato l’apologia del fascismo o l’istigazione all’odio, in quel caso si sarebbe dovuta fermare l’esposizione del libro motivando le ragioni. Questo sarebbe stato più logico e più equilibrato, a mio avviso”. “La presidente del consiglio in merito alla richiesta di un ‘patentino antifascista’ parla di ‘censura’ e su questo noto uno scivolamento lessicale: non è censura, sono leggi dello Stato”, ribadisce Pagliarulo.
A corteo Remigrazione inni a Ventennio ma no condanna da Meloni
“Durante il corteo ‘Remigrazione’ sabato a Roma, ci sono stati saluti romani, cori ‘viva il duce’ e contro i musulmani. Un’antologia di reati. Mi aspettavo una dichiarazione di fuoco di Meloni rispetto a tutto ciò che è palese in contrasto con la costituzione. Niente”.
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