di Laura Carcano (*)
Continua l’attesa di nuove mosse/contromosse per la partita del risiko bancario italiano che vede Banco Bpm portatore di una proposta a Mps per una fusione tra pari. Una partita in cui si è innestata anche l’Opas di Intesa, comunicata ufficialmente lunedì 8 giugno, con a valle un accordo Unipol-Bper, sempre su Monte dei Paschi di Siena. Il cda di Piazza Meda, che si è riunito per oltre 5 ore per le valutazioni sul dossier che riguarda la lettera di intenti a Mps, non sembra avere fatto registrare passaggi che interrompano formalmente questa attesa per capire come si orienterà Montepaschi, che dovrebbe tenere, a sua volta, un consiglio di amministrazione lunedì prossimo. Un board, quello senese, già programmato prima dell’invio domenica della lettera di intenti da parte della banca timonata dal ceo Giuseppe Castagna all’istituto di Siena guidato dall’ad Luigi Lovaglio. L’odg era l’avanzamento della integrazione di Siena con Mediobanca, sopravanzato poi dal risiko degli ultimi 10 giorni focalizzato proprio su Siena.
Al termine del board di Piazza Meda di oggi, iniziato verso le 10, all’uscita, bocche cucite da parte dei consiglieri di amministrazione e anche del cfo, Edoardo Ginevra, mano a mano che abbandonavano la sede. Unica indicazione la conferma che si è trattato di un cda “ordinario”. Lo stato dell’arte delle dichiarazioni resta quindi fermo al giorno prima, lunedì, a un “ancora combatto”, frase pronunciata dal ceo Castagna. Una metafora sportiva con cui ha fatto riferimento alla mossa su Monte dei Paschi, al Circolo Canottieri di Napoli, alla presentazione din un progetto sociale dedicato allo sport. “Quest’anno siamo impegnati in un’altra grande operazione nella quale dall’altra parte vediamo un colosso che è sette-otto volte più grande di noi”, ha detto a Napoli il banchiere di Bpm alla vigilia del board di oggi. “Questo è lo spirito dello sport: non arrendersi, continuare a dare il meglio, cercare di fare il possibile”, ha aggiunto Castagna che ha richiamato anche quanto accaduto lo scorso anno con l’offerta di UniCredit su Bpm: “Ancora combatto, dopo aver resistito l’anno scorso a un attacco da parte di una grande banca italiana, che abbiamo vinto con molto orgoglio”.
Sulle forze in scena nel consolidamento bancario il Ceo di Bpm ha spiegato “sappiamo che non c’è solo il merito sportivo, ma contano anche i mezzi a disposizione”. E ha aggiunto: “le banche vivono di territorio, vivono di famiglie, vivono di imprese, vivono di risparmio e di finanziamenti. Noi cercheremo di fare il nostro”.
L’operazione ipotizzata da Piazza Meda non prevede il lancio di un’offerta pubblica, ma una fusione tra pari con Rocca Salimbeni, con un percorso che richiederebbe anche la definizione di un rapporto di concambio condiviso. In questo scenario occhi puntati anche sulla posizione dei francesi di Crédit Agricole, primo azionista di Bpm, che potrebbe infatti rappresentare un elemento determinante in un possibile sviluppo di operazioni straordinarie. Sul tavolo del risiko bancario italiano c’è poi l’offerta di Intesa Sanpaolo con una valorizzazione sopra i 30 miliardi e una significativa componente in contanti. E per Rocca Salimbeni in campo c’è quindi il tema della passivity rule a causa dell’offerta di Ca’ de Sass, che limita le iniziative difensive, ma non impedisce all’istituto di credito senese di approfondire tutte le opzioni in campo. Un contetso in cui i mercati guardano ai player del risiko. A Piazza Affari, in una seduta chiusa ai massimi a +1,15%, spinta proprio dal settore banche, Bpm ha portato a casa un +1,89%. Mps ha guadagnato +1,52%. Intesa ha brillato con + 2,91%. Unicredit è balzata di +4,17% con le adesioni all’ops sulla tedesca Commerzbank salite dall’11,91% di lunedì al 12,41% del capitale sociale nel giorno in cui termina il primo round dell’offerta. Bper ha terminato a +1,2% e il suo primo azionista Unipol a +0,82%.
(*) La Presse
