Politica

Battaglia alla Rai: dg Sergio ‘salta’ Cda e valuta addio, ira Floridia per De Martino a Rai Parlamento

di Luca La Mantia (*)

Dalle tensioni ai fatti. La seconda seduta in due giorni del consiglio di amministrazione della Rai si chiude con il terremoto per il probabile addio del direttore generale, Roberto Sergio, pronto a lasciare l’azienda del servizio pubblico per dedicarsi solo a Rtv San Marino e poi candidarsi nuovamente nel Cda Rai nel giugno 2027. Sono stati giorni difficili per Sergio, reduce dalle frizioni col presidente facente funzioni della Rai, Antonio Marano, durante l’ultimo Cda di maggio. Nella seduta di mercoledì Sergio ha partecipato solo da remoto, mentre Marano ha chiarito che d’ora in poi il dg interverrà alle riunioni solo se convocato sulle materie di sua specifica pertinenza. Col risultato che Sergio non ha preso parte alla successiva seduta, dedicata a nomine e palinsesti. Una situazione che il dg ha deciso di non commentare ma rumors raccolti da LaPresse nei corridoi di Severo dicono che dopo 22 anni in azienda l’ex Ad sarebbe stufo degli ultimi accadimenti e starebbe seriamente pensando di lasciare la Rai prima di novembre per occuparsi solo di Rtv San Marino. Una possibilità di cui Sergio avrebbe già informato l’amministratore delegato, Giampaolo Rossi e che a stretto giro potrebbe essere comunicata formalmente e, successivamente, ufficializzata. Capitolo nomine: il Cda ha confermato all’unanimità i vertici di RaiCinema – l’ad Paolo Del Brocco e il presidente Nicola Claudio – e di RaiCom, ovvero l’ad Sergio santo e la presidente Claudia Mazzola. Al Tg2 – come anticipato da LaPresse – la direzione resta nelle mani di Antonio Preziosi, mentre a Rai Parlamento Francesca De Martino prende il posto di Giuseppe Carboni. Lunga la gavetta di De Martino all’interno della testata, dove ha scalato le gerarchie sino a diventare direttrice. Ma la sua nomina – per la sua presunta vicinanza a Fratelli d’Italia – ha scatenato le proteste delle opposizioni, a partire da quelle della presidente della Vigilanza Rai, Barbara Floridia. “Guardo con sempre maggiore preoccupazione la situazione della Rai. So bene che l’occupazione da parte della politica ha sempre segnato, pur con molte diversità, la storia del servizio pubblico. Credo però che la situazione attuale sia ampiamente degenerata – ha tuonato Floridia – La presa da parte della maggioranza addirittura di Rai Parlamento, a un anno dalle elezioni politiche, rappresenta il superamento di una linea rossa”. Congratulazioni a De Martino sono, invece, arrivate dal presidente del Senato, Ignazio La Russa. “Desidero rivolgere a Francesca De Martino, promossa oggi a direttore di Tg Parlamento, le mie congratulazioni e i migliori auguri di buon lavoro. Al direttore uscente, Giuseppe Carboni, il mio sincero ringraziamento per l’impegno e la professionalità dimostrata in questi anni”, è stato il messaggio della seconda carica dello Stato. Infine i palinsesti, con la bozza della programmazione autunnale giunta sul tavolo del consiglieri. Tra le novità trova conferma l’indiscrezione di LaPresse sul ritorno di Carlo Lucarelli con ‘Blu notte’. Spazio, poi, a un recente acquisto da Mediaset: Vittorio Brumotti. L’ex Striscia condurrà due format: uno sui territori e l’altro (il titolo dovrebbe essere ‘Ultima chiamata’) dedicato al racconto di storie. Sul fronte Approfondimento prende forma il puzzle dopo l’addio di Milo Infante: Salvo Sottile prenderà il suo posto a ‘Ore 14’ nella fascia pomeridiana, ma in Rai si sta valutando la possibilità di affidargli anche ‘Ore 14 sera’, nel giovedì di Rai2. Roberto Inciocchi, da parte sua, approderà alla conduzione di un talk politico in prima serata nel mercoledì di Rai2. Allo studio chi prenderà il suo posto ad ‘Agorà’ e quello di Sottile a ‘Farwest’ con il nome di Antonino Monteleone che resta in pole. Nel Daytime nessun dubbio su ‘Domenica In’, che sarà guidato sempre da Mara Venier e vedrà ancora la partecipazione di Tommaso Cerno.

(*) La Presse

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