di Margherita Lopes (*)
L’avevamo vista arrivare l’ondata della spesa farmaceutica 2025. D’altra parte l’Italia invecchia e la fragilità della popolazione incide sul consumo di farmaci. Ebbene, stando all’ultimo monitoraggio Aifa, nel 2025 la spesa farmaceutica pubblica complessiva – convenzionata, acquisti diretti e ossigeno – ha sfiorato i 25 miliardi di euro, per la precisione 24 miliardi e 937 milioni (con un +5,4% rispetto al 2024), con un’incidenza sul Fondo sanitario nazionale pari al 18,42%, e “una dinamica leggermente più contenuta rispetto a quella osservata per il periodo gennaio-novembre 2025 (18,64%)”, si legge nel monitoraggio. Colpisce lo sforamento della spesa farmaceutica ospedaliera: siamo a 4,7 mld di euro. Dati che incendieranno, c’è da scommetterci, il dibattito in corso sulla revisione del prontuario. Nel 2025 la spesa pubblica netta per i medicinali erogati nelle farmacie territoriali (canale della convenzionata), ammonta a 8.515,3 milioni di euro, con un aumento di circa 390 milioni di euro (+4,8%) rispetto al 2024. La spesa farmaceutica convenzionata ai fini del tetto (spesa netta + ticket fisso per ricetta) si attesta a 8.744,8 milioni di euro che, a fronte del tetto del 6,80%, generano un avanzo di 459,3 milioni di euro e un’incidenza sul Fondo Sanitario Nazionale pari al 6,46%, in lieve aumento rispetto al 6,31% registrato nell’anno precedente (+0,15%). Con riferimento all’andamento regionale della spesa farmaceutica convenzionata, tra le Regioni che presentano un significativo superamento del tetto si segnalano, per una variazione dell’incidenza sul Fondo Sanitario Regionale (FSR) tra il 2025 e il 2024 superiore alla media nazionale, nell’ordine: Basilicata, Lombardia, Calabria, Puglia, Molise e Abruzzo. I consumi, espressi in numero di ricette (575,7 milioni di ricette), sono stabili (0,0%) rispetto al 2024; l’incidenza del ticket totale mostra una leggera crescita (1,5%). Per quanto concerne le dosi giornaliere dispensate, queste ultime risultano in lieve aumento rispetto allo stesso periodo del 2024 (+0,7%, pari a 171,5 milioni). La spesa per acquisti diretti di farmaci di classe A e H da parte delle strutture sanitarie pubbliche, pari a 17.220,5 milioni di euro (al lordo dei payback vigenti), registra un incremento del 6% rispetto al 2024. Una variazione “significativamente più contenuta rispetto a quella osservata nel periodo 2023-2024 (+10,5%)”, segnala il monitoraggio.
Quanto alla spesa per i medicinali innovativi nel documento Aifa si rileva, rispetto al 2024, una diminuzione di circa 168 milioni di euro, nonostante l’accesso al fondo sia stato esteso dal 1 gennaio 2025 anche ai farmaci con innovatività condizionata. L’impatto del provvedimento è risultato “meno significativo, in quanto dopo il 31 dicembre 2024 hanno perso il requisito di innovatività alcuni farmaci che hanno impatto sulla spesa farmaceutica superiore ai 400 milioni di euro”. La spesa farmaceutica per acquisti diretti, inclusi i gas medicinali, ammonta a 16.193,0 milioni di euro, con un’incidenza complessiva sul tetto pari all’11,96%, determinando un superamento delle risorse di 4.702,2 milioni di euro. Un andamento che “comporta, conseguentemente, una manovra di ripiano superiore a 2,3 miliardi di euro, rispetto ai circa 2 miliardi registrati nel 2024”, precisa il monitoraggio.
(*) La Presse
