Medicina

Salute: i pericoli del digitale, smartphone come tata e rischi ‘Truman show’

(LaPresse) – Diventare genitori oggi vuol dire fare i conti con un mondo pieno di schermi e con la tentazione, talvolta irresistibile, di usare smartphone e tablet per calmare o intrattenere i bambini. Ma la connessione più importante resta quella che si instaura con uno sguardo, una carezza o una risata condivisa. Eppure già oggi tanti genitori rinunciano a momenti come la favola prima di andare a letto, ‘appaltandola’ alla ‘tata digitale’. Punta sulla consapevolezza degli adulti la campagna di comunicazione ‘Non è mai troppo presto’, presentata presso la sala stampa di Palazzo Chigi. “Le dipendenze sono tra loro sempre più correlate, soprattutto tra gli adolescenti”, dichiara Alfredo Mantovano, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri. L’educazione all’uso del digitale oggi “deve iniziare dai corsi pre-parto. Non possiamo preoccuparcene quando i figli sono già adolescenti e hanno avuto per 14 anni un’esposizione incontrollata agli schermi: rischia di essere troppo tardi”, avverte Antonio Palmieri, presidente della Fondazione Pensiero Solido.
Sono nove i consigli per i neogenitori condensati da Palmieri in un piccolo vademecum: “Quando allatti guarda il tuo bimbo, è un momento fondamentale per creare connessione e sicurezza”, recita il primo. Sulla stessa lunghezza d’onda anche i due successivi: mettere via il telefono quando si è col bambino e guardarsi negli occhi, perché ogni momento di attenzione condivisa vale più di mille video. Sarebbe bene resistere alla tentazione di ricorrere a video o tv per convincere i figli a mangiare. Allo stesso modo non va usato lo smartphone come calmante. È poi fondamentale dare il buon esempio, perché i bambini imparano osservando i genitori. Infine prediligere giocattoli manipolabili, che stimolano molto più di un’app. E ridurre ai minimi termini gli schermi nei primi tre anni, quando il cervello ha bisogno di toccare, guardare e imparare. “Il 41,5% dei bambini inizia a usare smartphone e tablet tra i due e i tre anni”, informa Giuseppe Lavenia, presidente dell’associazione Dipendenze tecnologiche, cyberbullismo e hikikomori. “Il 24% dei bambini in quella fascia d’età, inoltre, ha già un profilo social creato dai genitori”, avverte Lavinia. Oggi l’esposizione al digitale avviene prima ancora della nascita: “Ormai si posta persino la prima ecografia”.
Ma per Lavenia non si tratta di essere buoni o cattivi genitori: “Spesso agiamo per la pressione sociale. Oggi molti genitori regalano ai figli pacchetti di follower, perché altrimenti non saranno accettati dagli altri”. Non meno allarmanti i dati che riguardano la fascia da 0 a 6 anni, in cui a utilizzare uno smartphone è addirittura l’81%, mentre il 60% dei genitori fa uso del telefono davanti al figlio e il 38% delega ormai ad Alexa il racconto delle favole. “La tecnologia distorce la nostra capacità di provare emozioni e trasformarle in sentimenti”, chiarisce Lavenia. “Saremo sempre meno empatici e solidali. Oggi quando vediamo qualcuno che cade per strada, il primo istinto non è aiutarlo ma filmarlo col telefono”. E quando per pigrizia o stanchezza mettiamo i bambini davanti a uno schermo per placare la loro frustrazione, “blocchiamo una parte emotiva importante: il bambino, invece di imparare a gestire i sentimenti dentro di sé, trova la risposta nello smartphone. Domani la troverà in una sostanza, poi in un comportamento patologico, col rischio di far male a se stesso o agli altri”. Il rapporto col digitale, secondo il ministro della Salute Orazio Schillaci, “ha a che fare col vivere quotidiano di milioni di bambini, con conseguenze negative per lo sviluppo cognitivo e la socialità. Il governo è impegnato da tempo sul fronte delle dipendenze. Credo che indirizzare a uno appropriato delle tecnologie sia un fondamentale intervento di salute pubblica”.

Related posts

Disturbi alimentari: Food for Mind apre le sue porte in occasione della Giornata del Fiocchetto Lilla

Redazione Ore 12

Migrazione sanitaria: nel 2022 sfondato il tetto dei € 5 miliardi

Redazione Ore 12

Termovalorizzatori, affidati da Regione Siciliana i servizi per la progettazione di fattibilità tecnico-economica

Redazione Ore 12