Medicina

Farmaci: paracetamolo da ‘sballo’? L’alert sugli adolescenti

di Margherita Lopes (*)
Non c’è pace per il paracetamolo. A richiamare l’attenzione sull’importanza di un uso corretto e consapevole di questo farmaco così diffuso, con particolare riferimento ai casi di sovradosaggio intenzionale negli adolescenti, è stata l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Un fenomeno, quello dell’uso improprio di farmaci di largo consumo come il paracetamolo, evidenziato anche dagli esperti 23° Congresso Nazionale della Società Italiana di Tossicologia – Sitox di Bologna. “Le intossicazioni sono una spia precoce dei nuovi rischi per la salute pubblica – sottolineava Carlo Locatelli, direttore dell’UO Tossicologia del Centro Antiveleni dell’IRCCS Maugeri di Pavia – I casi che arrivano nei Pronto Soccorso e nei Centri Antiveleni ci dicono spesso prima di altri sistemi quali sostanze stanno circolando in un dato momento, quali comportamenti stanno cambiando e quali emergenze dobbiamo prepararci ad affrontare. In questi casi non basta sapere che il paziente ha assunto una sostanza: bisogna capire quale, con quali effetti, con quali associazioni e con quali strumenti diagnostico-terapeutici intervenire”. Ma quali sono le insidie del paracetamolo? L’assunzione di quantità superiori a quelle indicate può “determinare effetti indesiderati anche gravi, in particolare a livello epatico, rendendo necessario mantenere alta l’attenzione sull’uso appropriato di questo medicinale, soprattutto in una fascia di età vulnerabile”. Ecco perché, aggiungono da Aifa, occorre riivolgersi immediatamente ai servizi di emergenza o a un Centro Antiveleni in caso di sospetto sovradosaggio, anche in assenza di sintomi.
La mossa dell’Agenzia di via del Tritone si basa sull’analisi congiunta dei dati disponibili a livello nazionale, quelli della Rete Nazionale di Farmacovigilanza e quelli del Centro Antiveleni di Pavia, che indicano un numero significativo di casi di sovradosaggio intenzionale di paracetamolo in questa fascia di età. “Pur in assenza di un incremento dei casi nel tempo e di evidenze riconducibili a comportamenti imitativi o a presunte ‘sfide social’, il fenomeno rappresenta un rischio clinico rilevante, soprattutto considerando la vulnerabilità degli adolescenti”, aggiungono dall’Agenzia. Gesti impulsivi o dimostrativi potrebbero essere accompagnati da “un’errata percezione che il paracetamolo sia un medicinale privo di rischi”. Per questo motivo è importante che gli adolescenti siano consapevoli dei pericoli legati all’uso improprio dei medicinali e che gli adulti svolgano un ruolo attivo nel favorire una corretta informazione e un utilizzo responsabile. Insomma, “il paracetamolo è un medicinale indicato per il trattamento sintomatico del dolore e della febbre. Se assunto correttamente, è sicuro ed efficace. Un uso improprio o l’assunzione di quantità superiori a quelle raccomandate può tuttavia determinare effetti indesiderati gravi, irreversibili nei casi più severi, in particolare a livello del fegato”, avvertono gli esperti dell’Agenzia di Via del Tritone.
(*) La Presse

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