di Proto Casciani
Italia-Usa: Pd, fallimento aver inseguito trumpismo, politica estera torni seria
“Non abbiamo fatto mancare la nostra solidarietà alla presidente del Consiglio quando ha subito attacchi inaccettabili alla sua funzione. E noi non l’avevamo fatta mancare nemmeno ai leader europei che, prima di lei, con scarsa solidarietà reciproca, avevano subito lo stesso intollerabile trattamento”. Così Peppe Provenzano della segreteria del Partito Democratico, responsabile Esteri.
“Abbiamo sempre chiesto alla premier di manifestare una totale alterità rispetto a Trump, di fronte alle sue inaccettabili violazioni del diritto internazionale, agli attacchi all’Europa, alla concezione delle relazioni internazionali e al cortocircuito del nazionalismo. Non averlo fatto in tempo, aver a lungo inseguito il trumpismo, rappresenta un grave fallimento”.
“Ora questa alterità andrebbe riaffermata anche nella comunicazione pubblica, a salvaguardia delle istituzioni. Sarebbe bene che la nostra politica estera uscisse il prima possibile dai botta e risposta sui social, da questa grave situazione di imbarazzo del Paese, e tornasse alla serietà del tempo che viviamo e delle risposte necessarie”, conclude.
Conte, risparmiateci favoletta del governo con la schiena dritta
“Potete anche controllare quasi tutte le tv e i giornali ma risparmiateci la favoletta del Governo Meloni che tutela l’Italia con la schiena dritta. La premier si guardi allo specchio”. Così il presidente M5S Giuseppe Conte sui social. “Ad aprile 2025 per far contento Trump è andata negli Stati Uniti a prendere impegni per acquisti di armi e gas americani, per non tassare i giganti del web statunitensi – scrive l’ex premier -. Nell’estate 2025 è andata a firmare l’aumento esorbitante delle spese militari al 5% del Pil per far contento Trump e non si è schierata con i leader europei che hanno alzato la voce come Sanchez. Sui dazi imposti alle nostre imprese ha parlato di accordo “positivo” e “sostenibile” e ha fatto dire al suo vicepremier, sfidando il senso del ridicolo, che le misure contro le nostre aziende in fondo erano una “opportunità”. Rispetto agli attacchi al Venezuela ha parlato di azione difensiva legittima mentre lo stesso Trump spiegava che la ragione era il petrolio. Di fronte alle violazioni del diritto internazionale di Netanyahu e Trump in Iran ha detto “non condivido né condanno” ma a pagare sono stati gli italiani con il boom di prezzi, energia e carburante”. “Di fronte a un genocidio con oltre 20mila bambini uccisi da Netanyahu ha mandato Tajani a “osservare” il Board of peace di Trump con il cappellino rosso Maga in mano mentre lo proponeva per il Nobel per la Pace – prosegue Conte -. Potrei continuare. Le favole di un Governo che tutela l’interesse nazionale la possono raccontare i giornali del deputato di maggioranza Angelucci e tutto il sistema informativo che controllano da Palazzo Chigi. Lo stesso che ha buttato fango su di noi, che abbiamo portato 209 miliardi quando ci volevano imporre il Mes. Lo stesso che rideva per “Giuseppi” mentre scontentavamo Trump su spese militari e Via della Seta per tutelare i nostri interessi nazionali, pur senza mettere in discussione le nostre alleanze storiche. Lo scontro di oggi non è contro un leader che alza la testa, ma è un richiamo all’ordine verso chi ha sempre obbedito senza fiatare, assumendo impegni insostenibili per il popolo italiano. Chi ha ridotto l’Italia così non la rimetterà in piedi di certo. Tocca a noi”.
Bonelli, Italia ha accettato tutti i ricatti economici di Trump
“Se il governo vuole davvero mandare un messaggio a Trump, la questione non è andare o non andare alle celebrazioni del 4 luglio, ma rivedere l’impegno del 5% del Pil per le spese militari, rompere gli accordi sul gas, difendere i regolamenti europei sulla salute e sulla tutela dell’ambiente e, soprattutto, dire sì alla web tax. Altro che 4 luglio, il punto è che l’Italia ha accettato tutti i ricatti economici di Trump”. Così Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde. “Questo dovrebbe fare il governo ma non lo fa. Allora ribadisco che quello che è accaduto è la conseguenza diretta della politica di subalternità che Giorgia Meloni ha assunto nei confronti dell’amministrazione Trump – aggiunge -. Del resto, era la premier a dire che bisognava dare il premio Nobel per la pace a Trump, hanno sostenuto il Board of Peace per la Palestina, mandando perfino Tajani con il cappellino MAGA in mano. Dovrebbero cominciare a criticare profondamente le politiche estere ed economiche di Trump e a prenderne le distanze. Invece le hanno sempre sostenute”.
Calenda, Trump è decisamente un uomo disturbato
“Donald Trump è la persona meno stimata in Italia insieme a Putin e Netanyahu come qualcuno possa pensare di aumentare la propria popolarità facendo foto con uno di questi soggetti lo sa solo il Signore. Trump è decisamente un uomo disturbato”. Così il leader di Azione Carlo Calenda sui social.
