Politica

Legge elettorale: Meloni ‘serve all’Italia’, Schlein ‘faremo muro’. Confermato approdo Aula venerdì

 

di Alessandra Lemme (*)

Sulla legge elettorale la maggioranza tira diritto ed è la stessa premier Giorgia Meloni a ribadire che il provvedimento “serve all’Italia e sarebbe devastante tornare indietro”. “Oggi noi siamo visti come un’ancora di stabilità in un’Europa instabile”, spiega la presidente del Consiglio parlando alla kermesse de La Verità, “non voglio che l’Italia torni a essere instabile. La legge elettorale non dà un vantaggio a nessuno, è una legge proporzionale, chi prende più voti governa, ma dà a chi prende più voti la facoltà di avere una maggioranza per governare cinque anni”.

Di tutt’altro avviso Elly Schlein che dalla direzione Pd va all’attacco: “Solo un governo chiuso nel palazzo può pensare seriamente che la priorità degli italiani sia cambiare la legge elettorale”. “Siccome non vogliono più andare avanti con la riforma costituzionale – incalza la segretaria dem – con questa legge elettorale, vogliono realizzare il premierato per legge e noi faremo muro, in Parlamento e fuori, insieme alle altre opposizioni”. “Non faremo passare questa legge – promette -. Faremo tutto ciò che è possibile e che i regolamenti ci consentono di fare per riuscire a frenarli”.

La conferenza dei capigruppo di Montecitorio conferma per venerdì l’approdo in Aula, mentre i lavori procedono in commissione Affari costituzionali su tempi contingentati e si riaccendono le polemiche delle opposizioni: “È l’ennesima forzatura, a dimostrazione delle divisioni interne alla maggioranza – evidenzia la capogruppo dem Chiara Braga -. La richiesta di differire l’esame della legge elettorale ai primi di luglio ha visto il silenzio totale delle forze di maggioranza e del Governo, mentre c’è stata la proposta del presidente di differire dal 26 al 29 che è impropria e forse serviva a sciogliere i nodi della maggioranza”.

“Ci sono ancora tante cose da chiarire, ma la verità è che loro non vogliono arrivare alla decisione sugli emendamenti sulle preferenze – afferma la vicecapogruppo M5S Carmela Auriemma -. Noi vorremmo sulle preferenze un confronto franco, che questa maggioranza non vuole”.

“Non sappiamo se metteranno la fiducia – continua Braga -, mi pare che il silenzio e l’atteggiamento della maggioranza dimostrino l’ossessione di cambiare le regole per paura di perdere le elezioni”.

“Abbiamo assistito a un continuo dichiarare una disponibilità al dialogo e al confronto solo nelle dichiarazioni a favore di telecamera – rincara la dose da Iv Maria Elena Boschi -. Nessun interesse a confrontarsi nel merito anzi interesse ad arrivare in Aula il prima possibile per non votare in commissione le preferenze, perché arriverebbero allo showdown sulle loro divisioni”.

“La destra e il governo sono in apnea – taglia corto Marco Grimaldi -. Sono talmente in apnea che vogliono che questo ossigeno lo prendano il prima possibile per arrivare in Aula e finire in fretta i lavori di commissione”.

Infine da Futuro nazionale è duro anche Roberto Vannacci che accusa: “Noi vogliamo ridare sovranità al popolo italiano, mentre nessuno vuole le preferenze in legge elettorale e per questo ci vogliono escludere”.

(*) La Presse

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