di Proto Casciani
“Siamo stati i primi ad esprimerci contro gli inaccettabili attacchi del presidente Trump alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Ora la invitiamo a passare dai tweet ai fatti, uscendo dal Board of Peace in cui non avrebbero nemmeno mai dovuto entrare, nemmeno come membro osservatore, perché questo prevede la nostra Costituzione”. Così la segretaria Pd Elly Schlein aprendo la direzione dem. “È tempo che il governo prenda atto di quello che è accaduto nella relazione con gli Stati Uniti, perché noi non siamo disposti a rinunciare alla storica amicizia e relazione con gli Stati Uniti solo perché il presidente pro tempore la sta mettendo in discussione ogni giorno, ma in quella relazione bisogna starci pretendendo rispetto e pretendendo reciprocità e stringendoci forte anche con tutti gli altri alleati europei. È tempo che il governo prenda atto che l’atteggiamento remissivo che ha avuto dall’insediamento di Trump non solo si è rivelato fallimentare, ma dannoso per gli interessi europei e per gli interessi nazionali”, ha aggiunto.
Trump dimostra che nazionalismo porta caos, persone vogliono pace
“Davanti agli eccessi di Trump, oggi è più chiaro che mai che quel nazionalismo porta solo caos, lo porta nelle relazioni internazionali, lo porta anche nelle strade delle città, se ci ricordiamo quello che è accaduto a Minneapolis, l’uccisione di alcuni cittadini americani per strada da parte delle squadracce dell’Isis. E lo dico perché questi eccessi oggi ci danno un’opportunità. Un’opportunità perché oggi è più chiaro che mai che invece la pace e la democrazia non sono la causa delle disuguaglianze, sono la precondizione necessaria per combattere le disuguaglianze e per puntare al benessere collettivo. Quindi si stanno dando torto da soli con le politiche che fanno, ma questo non basterà perché noi dobbiamo innestare invece un’alternativa. Cosa vogliono oggi le persone? Le persone oggi vogliono pace e tranquillità”.
Debito comune anche per supportare industria, welfare e difesa
“Servono investimenti comuni europei. A dicembre dell’anno scorso è successa una cosa che qui si è discussa poco, ma che è stata molto significativa: senza riuscire a trovare l’accordo all’unanimità per colpa di Orban su come continuare a supportare l’Ucraina, hanno fatto una cooperazione rafforzata per fare debito comune. E allora il punto è: se siamo riusciti, e giustamente, a farlo per supportare l’Ucraina, come possiamo spiegare che non lo facciamo per supportare l’industria europea, il modello sociale europeo, la difesa comune che serve, ma che non può ridursi alla corsa al riarmo di singoli 27 eserciti nazionali ancora scoordinati tra di loro? Allora, per noi la direzione deve essere necessariamente questa”.
Regno Unito: Schlein, speriamo Labour trovi persone e idee per superare crisi
“Esattamente 10 anni fa, il 23 giugno del 2016 si teneva nel Regno Unito il referendum della Brexit. E dopo un decennio lo scenario mostra rimpianti, nodi irrisolti, criticità economiche, perché certo che da allora si è aperta una lunga stagione di instabilità politica inedita per la Gran Bretagna con l’avvicendarsi di sei premier in 10 anni. Guardiamo con rispetto e interesse a quanto sta accadendo a seguito delle dimissioni del premier Starmer, anche per lo storico legame di amicizia e di collaborazione che ci unisce al Labour inglese, speriamo che troverà presto le personalità e le idee necessarie per superare questa crisi e per dare al paese un nuovo inizio”.
