Economia e Lavoro

Imprese: Made Future Industry Awards, 88% aziende produce già con l’AI

 

L’intelligenza artificiale è ormai una realtà consolidata nei processi industriali italiani: è presente nell’88% dei progetti presentati ad un contest promosso da MADE – Competence Center Industria 4.0, con il machine vision che si sta imponendo come standard per il controllo qualità e gli agenti autonomi che sono sempre più integrati. Capaci di leggere documenti, prendere decisioni e generare output, questi sistemi trovano applicazione dalla fatturazione ai certificati metallurgici. A questo salto tecnologico si accompagna un cambio di paradigma culturale e sostenibile, con il 32% delle iniziative focalizzato sul green e le aziende più mature che investono prima sulla cultura e poi sulla tecnologia. I dati sono stati condivisi nel corso della cerimonia dei MADE Future Industry Awards, avvenuta al Mimit, a Roma, alla presenza del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. Urso ha sottolineato ‘che il MADE Future Industry Awards 2026 non premia solo chi ha fatto meglio: individua modelli replicabili, esperienze che altre imprese possono studiare, adattare e fare proprie. Così l’innovazione si diffonde e diventa sistema. I numeri confermano che il Made in Italy sa innovare anche in un contesto difficile, segnato da guerre combattute e commerciali. Ora dobbiamo consolidare questo primato accelerando il trasferimento tecnologico dalla ricerca alle imprese, soprattutto alle PMI’. Per questo, ha aggiunto Urso, ‘abbiamo costruito un ecosistema con European Digital Innovation Hub, Centri di Competenza, Fondazione nazionale per l’IA a Torino, strategia nazionale sul quantum e candidatura italiana a ospitare una gigafactory europea sull’intelligenza artificiale. In questo percorso, il MADE Competence Center è un protagonista: guida il Polo della Manifattura del Nord nella rete europea degli hub sul manifatturiero e coordina strutture avanzate per la sperimentazione di Intelligenza artificiale e quantum. Un modello di successo per l’intero Paese”. Il contest che si è concluso stamane a Roma con l’assegnazione dei MADE Future Industry Awards è stato promosso da MADE – Competence Center Industria 4.0 con due obiettivi: da un lato, individuare iniziative con un utilizzo particolarmente efficace di tecnologie abilitanti quali, ad esempio, la robotica, la blockchain, l’intelligenza artificiale e il digital twin. Dall’altro, andare alla scoperta di progetti di innovazione che avessero generato benefici misurabili e concreti nei processi aziendali.

Tre vantaggi dall’IA: efficienza operativa, riduzione dei tempi e aumento dell’OEE

In tutto, si sottolinea, sono arrivate 133 candidature da aziende attive in 14 settori: aerospazio, difesa e cantieristica; agroindustria e alimentazione; attività estrattive; automotive e mobilità sostenibile; biopharmaceutical e life sciences; chimica e industria farmaceutica; costruzioni e infrastrutture; design, moda e arredo; economia e tecnologie verdi; meccanica strumentale, elettronica e ottica; siderurgia e metallurgia; tessile e abbigliamento; trasporti e logistica. Al contest ne sono state ammesse 108 che rispettavano i requisiti indicati: avere sede legale e/o operativa in Italia; operare nel settore industriale (manifattura, agrifood, energia, costruzioni, ecc.) e aver già introdotto e implementato tecnologie innovative nei propri processi, dimostrando di aver generato benefici di business concreti e misurabili. Dei progetti validati, il 38% è già pienamente operativo mentre il 62% è in una fase di testing, dato che suggerisce un forte fermento innovativo, con diverse novità pronte a scalare sul mercato nel biennio 2026-2027. Dopo l’intelligenza artificiale, la tecnologia più utilizzata è risultata l’industrial IoT e sensoristica (62% dei casi) seguita da cloud computing e architetture SaaS (45% dei casi), robotica avanzata e collaborativa (28% dei casi), big data e advanced analytics (22% dei casi), digital twin, VR e metaverso (15% dei casi) e blockchain e cybersecurity (8% dei casi). Le percentuali superano il 100% poiché dai progetti si evince mediamente l’adozione di tre o più tecnologie abilitanti. I vantaggi competitivi di questa trasformazione, dichiarati dalle aziende, sono stati principalmente tre: una maggiore efficienza operativa per via della riduzione dei tempi di fermo macchina e dell’aumento dell’OEE, cioè l’indice principale utilizzato nella produzione manifatturiera per misurare l’efficacia e l’efficienza globale di un macchinario o di un impianto; la governance del dato, con la centralizzazione del know-how e la dematerializzazione dei processi cartacei, e l’incremento della qualità.

Due tipi di riconoscimenti per le imprese candidate

I premi assegnati nel corso della cerimonia al Mimit sono stati di due tipi. I Top Tech, pensati per iniziative che hanno dimostrato un utilizzo particolarmente efficace di tecnologie abilitanti, sono stati dati a De’ Longhi Appliances per un’innovazione che ha permesso di sostituire il controllo manuale a campione dei componenti, riducendo i tempi di verifica da 15 minuti a pochi secondi; Aeroporti di Puglia per una smart control tower che si può trasportare in elicottero e permette la supervisione remota di siti critici o disagiati integrando comunicazioni satellitari Starlink e 5G; a Volteco per una piattaforma che “vede, impara e reagisce” in tempo reale e può prevedere derive di processo e difetti.  I premi Digital New Champion, per progetti che hanno generato benefici misurabili e concreti nei processi aziendali, sono invece stati dati a Molise Acque per un sistema di manutenzione prescrittiva ed intelligenza energetica che ha trasformato un’infrastruttura idrica critica in un nodo attivo e intelligente della rete energetica con un ritorno sull’investimento superiore al 100% e una riduzione dei costi operativi del 30%; Marlegno per un progetto che ha industrializzato il settore delle costruzioni in legno, riducendo del 40% i tempi di cantiere e del 25% gli scarti, e ha fatto schizzare da 23 a 40 milioni la previsione di crescita del fatturato in soli due anni; a INIM Electronics per un’operazione di trasformazione industriale che ha portato alla creazione di una fabbrica completamente automatizzata e interconnessa. MADE, che ha promosso il contest ma non è intervenuto nel processo di valutazione, ha poi deciso di assegnare una menzione speciale a Chiesi Farmaceutici (Parma) per il più alto grado di originalità e d’innovazione di frontiera nella medicina di precisione per il digital twin del sistema respiratorio per la progettazione di aerosol terapeutici; una menzione a Goglio S.p.A (Milano) per l’innovazione nei modelli di business e la servitizzazione sulla base della soluzione di supporto diagnostico MINDSERVICE; una menzione a Iride Acque SB (Seregno, Monza Brianza) per l’eccellenza nell’economia circolare e la sostenibilità dei processi industriali per via di un progetto sul trattamento di reflui industriali complessi che utilizza un catalizzatore nanotecnologico ottenuto dal recupero di batterie esauste.

Riconoscimenti per il Made in Italy dell’innovazione

“I MADE Future Industry Awards non nascono come un premio alla carriera, né come un riconoscimento all’attività d’impresa in quanto tale. Nascono da una volontà precisa: premiare il Made in Italy dell’innovazione, nella convinzione che l’innovazione autentica – quella che cambia i processi, che integra tecnologie abilitanti, che misura i risultati – meriti visibilità e opportunità per diffondersi. Il manifatturiero italiano, infatti, è ricco di eccellenze silenziose”, ha dichiarato il Presidente di MADE, Marco Taisch.  “Da questo punto di vista, è interessante leggere i dati che il Premio ha permesso di far emergere. Sono un vero e proprio spaccato della manifattura italiana. Per esempio, il 76% delle aziende che si sono candidate sono PMI, e ognuna di esse adotta in media tre o più tecnologie abilitanti, con un’integrazione tra AI e machine learning che è sempre più consolidata. Il 32% dei progetti rientra poi nell’ambito green. Sono numeri che parlano di un forte interesse, anche a livello di base, per aggiornamento tecnologico e sostenibilità. E ciò indica la direzione, sia alle istituzioni sia a enti di supporto come il MADE, verso cui procedere.” I MADE Future Industry Awards sono stati assegnati grazie al contributo di EY, FANUC, Miraitek, Moons, Reply e UniCredit. Hanno avuto il patrocinio di ANIE, Case del MADE in Italy, Confindustria Ancona, Confindustria Brescia, Confindustria Marche, Campania DIH, DIH Marche, Federmacchine, UCIF e UCIMA.

Red

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