Economia e Lavoro

Pil: Confindustria, economia in stallo, migliora nel terzo trimestre

di Diego Mattera

L’accordo per porre fine alla guerra in Iran è avvolto da molte incertezze e i transiti di navi per Hormuz restano limitati. Se il prezzo del petrolio è tornato quasi sui livelli pre-guerra, l’inflazione rimane alta, sono saliti i tassi di interesse che freneranno il credito e il turismo dall’estero è in brusca frenata. Il 2° trimestre è atteso scontare gli impatti della guerra, il 3° sarà in miglioramento. Lo rileva il Centro Studi di Confindustria nella Congiuntura Flash, evidenziando che l’industria tiene finora e gli investimenti reggono grazie al Pnrr.

Le risorse del Piano – sottolinea il Csc – ancora per qualche trimestre favoriranno gli investimenti, ma sono peggiorate le condizioni per investire e quindi si sono ridotte le attese di crescita: l’aumento dei tassi sul credito (3,56% medio in aprile) frenerà il flusso di finanziamenti, anche per investimenti; inoltre, a giugno la fiducia delle imprese di beni strumentali risale poco e resta bassa.

Petrolio, cala a livelli pre-conflitto ma inflazione resta alta

Nonostante l’accordo USA-Iran, sono ancora poche le petroliere che passano lo Stretto e serviranno mesi per tornare alla normalità. Lo sottolinea il Centro Studi di Confindustria nella Congiuntura Flash. Il prezzo del Brent, però, negli ultimi giorni è sceso (74 dollari al barile il 24 giugno), poco sopra i livelli medi di febbraio (69 dollari), da un picco di 104 in media a maggio. Il prezzo del gas scende meno (41 euro/mwh il 24/6, 45 la media mensile), rimanendo per il quarto mese consecutivo sopra il livello di febbraio (33 euro in media). Spinta dai prezzi energetici a maggio (+11,9% annuo), in Italia l’inflazione è salita al +3,2% (+1,0% a gennaio), stesso valore dell’Eurozona. Anche i prezzi core sono tornati a salire (+2,0% in Italia, da +1,7% in aprile) e servirà tempo per vederli frenare. La BCE ha rialzato i tassi ufficiali a metà giugno (2,25% da 2,00%), ma la Presidente Lagarde ha chiarito che non dovrebbe trattarsi di una forte stretta: i mercati finanziari si aspettano solo un altro +0,25 entro la fine del 2026. Ad aprile gli occupati continuano a crescere, sostenendo i redditi delle famiglie, penalizzati tuttavia dall’aumento dei prezzi. Le vendite al dettaglio sono diminuite di 0,3% in volume, sia di beni alimentari che non; e a maggio gli acquisti di auto sono in flessione, dopo la dinamica positiva degli ultimi mesi. Ciò potrebbe anticipare un calo dei consumi nel 2° trimestre. “L’industria tiene”, sottolinea il Csc: ad aprile la produzione industriale è cresciuta dello 0,5%, sostenuta come nei due mesi precedenti da beni strumentali (+1,0%) e intermedi (+0,8%); la crescita acquisita nel 2° trimestre è +1,0%. A maggio il PMI si è rafforzato in area espansiva (52,9), segnalando un lieve miglioramento della domanda, sostenuta però dal tentativo di accumulare scorte precauzionali di input intermedi. Lo scenario internazionale (dazi e guerra) resta il principale fattore di incertezza sul futuro.

Export, battuta d’arresto ad aprile

“Battuta d’arresto” per l’export italiano di beni in aprile: segna un -2,8% (-3,8% l’import, a prezzi costanti), ma nella media degli ultimi 3 mesi resta in crescita. Molto eterogenee le dinamiche: vendite ancora positive negli USA, migliorano in Francia e Germania, aumentano in modo robusto in Svizzera e Cina; in contrazione in Medio Oriente e anche Turchia e Spagna. Tra i settori, trainano i prodotti in metallo e risalgono le auto, rallenta il farmaceutico, restano deboli il tessile-abbigliamento e i mobili. Ad aprile la produzione industriale è scesa in Spagna (-0,5%) ed è rimasta stabile in Francia e Germania, dove però è di -0,5% la variazione acquisita nel 2° trimestre. A maggio, i PMI manifatturieri sono in indebolimento in Germania, sulla soglia neutrale, e in Francia, appena al di sotto. Nei servizi, la Francia mostra la performance peggiore, con il PMI in calo a 44,3. Economia USA in crescita. La produzione industriale a maggio è salita meno delle attese (+0,1%), ma la dinamica nel 2° trimestre è molto positiva (+1,0% acquisito). Gli indici PMI e ISM manifatturiero e dei direttori degli acquisti di Chicago a maggio sono tutti espansivi e in aumento. Crescita degli occupati e basse richieste di sussidi di disoccupazione evidenziano un miglioramento del mercato del lavoro, che tende a rafforzare la fiducia dei consumatori, depressa invece dall’elevata inflazione (+4,2%). Cina a due velocità. A maggio l’export (+19,4% annuo) e la produzione industriale (+4,5%) restano vivaci, trainati da IA, semiconduttori, alta tecnologia; il PMI manifatturiero scende a 51,8 (da 52,2), ma resta in area espansiva per il sesto mese di seguito. Debole invece la domanda interna, con le vendite al dettaglio in calo (-0,6%), il primo da fine 2022. Nei prezzi si allarga la forbice tra un’inflazione al consumo fiacca (CPI a +1,2%) e prezzi alla produzione in forte rialzo (PPI a +3,9%, massimo dal 2022).

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