di Laura Carcano (*)
L’assemblea dei soci di Delfin è chiamata ad approvare il bilancio e i dividendi. Ma gli occhi sono tutti puntati sullo scontro con al centro il riassetto della cassaforte degli eredi di Leonardo Del Vecchio, che ha quote in Mps, Generali e Unicredit. Uno scontro salito di ora in ora nel weekend. Grande attenzione anche da parte dei mercati, con il titolo Essilux che ha chiuso in calo del 2,44%, in scia alle tensioni sull’azionista di riferimento del colosso degli occhiali creato da Leonardo Del Vecchio. Una situazione che vede confluire più contenziosi nella stessa famiglia. Con uno degli eredi, Leonardo Maria Del Vecchio, che si è proposto per comprare le quote dei fratelli Luca e Paola, per salire al 37,5% di Delfin attraverso Lmdv Fin e un finanziamento bancario da 10 miliardi. Dopo che nel board spaccato non è stata approvata la lettera di patronage chiesta da Del Vecchio Jr a favore delle banche con sua “delusione e perplessità”, nei punti all’odg dell’assemblea di martedì 30 giugno è arrivata anche la richiesta di nominare tre commissari per l’audit.
Ma le mosse e contromosse non sono finite qua. Uno degli eredi, Rocco Basilico, figlio del banchiere Paolo e di Nicoletta Zampillo, sposata in seconde nozze con Leonardo Del Vecchio fino alla sua morte di quattro anni fa, ha suggerito di riconfigurare il ruolo di Delfin con un buy-back finanziato con la vendita delle partecipazioni finanziarie, in Mps, Generali e UniCredit. Un’ alternativa all’idea di Del Vecchio Junior, che per Basilico aggrava e non risolve la situazione. Due le proposte di Basilico sulle partecipazioni della holding che mirano a superare lo stallo tra i soci reperendo risorse per remunerare gli azionisti che vogliono uscire. Nella prima Delfin potrebbe riacquistare le partecipazioni dei soci che non hanno più interesse a rimanere nella compagine sociale, finanziandosi attraverso la cessione delle partecipazioni finaziarie. In pratica Delfin liquida il portafoglio, per comprare le quote di chi vuole uscire dalla compagine. La proposta numero due è definita come “soluzione intermedia ed equilibrata”, capace di tutelare l’asset strategico del gruppo e, al tempo stesso, rispondere alle diverse esigenze degli azionisti e prevede di preservare integralmente la partecipazione in EssilorLuxottica e prevedere la distribuzione ai soci delle di parte o tutte le partecipazioni finanziarie, come quelle in Generali e Mps. Basilico tocca anche il nodo del prezzo e dello sconto su EssilorLuxottica. Per calcolare quanto vale la quota di ogni azionista che intenda uscire da Delfin, cui Essilux fa capo, bisogna dare un valore a tutto ciò che c’è dentro Delfin, EssilorLuxottica inclusa. Da parte di Basilico nella lettera ai soci e al Cda viene proposto un criterio in base a cui le partecipazioni finanziarie si valutano al 100% del valore di mercato, “facilmente liquidabili”, mentre su Essilux si applica uno sconto del 25% rispetto alla quotazione di borsa, percentuale che definisce “nella fascia alta degli sconti generalmente applicati alle holding”. A quanto trapelato nelle ore scorse da fonti vicine a Leonardo Maria Del Vecchio, nessun erede, sarebbe però disposto a cedere l’azienda di famiglia a sconto, vedendo in EssilorLuxottica frutto di sessanta anni di lavoro del padre, né a vedere messa in discussione l’unità della holding.
E’ subito partito un altro colpo: una lettera del legale di Leonardo Maria Del Vecchio. Con una diffida inviata il 28 giugno al cda e per conoscenza ai soci della holding, l’avvocato Marco Garavelli chiede che Basilico non venga ammesso all’assemblea di domani, né autorizzato a esercitare il diritto di intervento e di voto. Dal canto loro, gli avvocati di Basilico denunciano “pressioni assolutamente illegittime”, sottolineando che, quale “pieno proprietario delle partecipazioni in Delfin”, Rocco Basilico è regolarmente iscritto a libro soci a partire da luglio 2022.
Sono (forse) gli ultimo passaggi di una infinita guerra di carte bollate prima della assemblea attesissima per capire la scelta della holding nel contesto dell’intricato contenzioso.
(La Presse)
