Medicina

Salute: Mazza, tacchi alti fra abitudini alleate della cellulite

di Margherita Lopes (*)

Cellulite protagonista in estate, tra business e salute. In questa stagione nuovi rimedi ‘miracolosi’ si moltiplicano sui social. Ma quali sono le cause e quali gli attivi davvero efficaci contro questo inestetismo? “È un tema che suscita molto interesse e capisco bene perché ci sia tanta confusione, visto che sui social circolano numerose informazioni, non sempre corrette. Dobbiamo innanzitutto capire che la cellulite non è un semplice accumulo di grasso, ma una condizione complessa e multifattoriale che coinvolge principalmente il tessuto adiposo sottocutaneo”, spiega a LaSalute di LaPresse la farmacista cosmetologa Myriam Mazza. “Gli estrogeni sono tra i principali indiziati, poiché influenzano la distribuzione del grasso corporeo e la permeabilità dei capillari. La genetica gioca sicuramente un ruolo cruciale, determinando la predisposizione individuale e alcune caratteristiche strutturali dei tessuti”. Nel mirino dell’esperta anche “alcune abitudini quotidiane, spesso sottovalutate, come indossare frequentemente abiti troppo stretti o scarpe col tacco molto alto: possono contribuire a peggiorare l’inestetismo, ostacolando il corretto ritorno venoso e linfatico”. A giocare un ruolo chiave è lo stile di vita. “Una dieta squilibrata, la sedentarietà, il fumo e l’alcol possono compromettere la funzionalità del microcircolo e contribuire ad amplificare i meccanismi coinvolti nella comparsa e nella progressione della cellulite”, assicura Mazza. Come contrastare questo inestetismo? “Per quanto riguarda gli attivi, possiamo citare alcune sostanze funzionali tra le più studiate. La caffeina è probabilmente una delle più utilizzate, grazie alla sua capacità di stimolare la lipolisi, ovvero la degradazione dei trigliceridi contenuti negli adipociti, e di favorire il drenaggio dei liquidi. Non dimentichiamo la Centella asiatica, utile per riparare il tessuto connettivo e stimolare i fibroblasti, o l’escina estratta dall’ippocastano, che protegge l’integrità dei vasi sanguigni e riduce il ristagno di liquidi negli spazi interstiziali. Tra gli attivi di grande interesse anche la bromelina, l’enzima proteolitico ricavato dall’ananas, che favorisce il drenaggio linfatico e contrasta l’edema, e l’aronia, ricchissima di antociani e polifenoli, che esercita una potente azione antiossidante”. C’è poi il collagene, “in particolare i peptidi bioattivi”, continua la cosmetologa. “È bene distinguere tra aspettative e dati scientifici: non disponiamo di evidenze sufficienti per considerare il collagene un trattamento specifico per la cellulite. Alcuni studi suggeriscono che determinati peptidi, una volta assorbiti, possano raggiungere il derma e stimolare l’attività dei fibroblasti, favorendo la sintesi di nuovo collagene, elastina e altri componenti della matrice extracellulare. Più che agire direttamente sulle cause della cellulite, il loro potenziale beneficio – puntualizza l’esperta – sembrerebbe legato al miglioramento della qualità e della compattezza della pelle, contribuendo a rendere meno evidenti le irregolarità superficiali associate all’effetto ‘buccia d’arancia’”. Un attivo interessante, dunque, “ma da interpretare con realismo e da inserire sempre all’interno di una strategia più ampia”, suggerisce la specialista. Quale soluzione privilegiare tra creme e integratori? “Si tratta di due approcci diversi ma complementari: le creme agiscono localmente, con effetti mirati sull’area trattata, mentre gli integratori lavorano dall’interno, supportando alcuni processi fisiologici e metabolici. La vera differenza, tuttavia, la fa la costanza”. Mazza non fa sconti: “Nessun prodotto, da solo, può sostituire le basi di uno stile di vita sano. Per contrastare la cellulite non esiste un singolo prodotto magico, ma un approccio integrato in cui creme, integratori e stile di vita lavorano in sinergia, ciascuno sul proprio fronte, intervenendo su diversi meccanismi coinvolti nella comparsa e nell’evoluzione dell’inestetismo”.

(*) La Presse

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