Roma Capitale

SANT’ANGELO ROMANO (RM) – 65ENNE AGGREDITO BRUTALMENTE IN CASA. CARABINIERI SOTTOPONGONO A FERMO DI INDIZIATO DI DELITTO UN 33ENNE.

I Carabinieri davanti alla villa in cui un rapinatore Ë rimasto ucciso, colpito dal padrone di casa con un coltello, a Lonate Pozzolo (Varese), 14 gennaio 2026. ANSA/Simona Carnaghi

SANT’ANGELO ROMANO (RM) – Si comunica, nel rispetto dei diritti dell’indagato (da ritenersi presunto innocente in considerazione dell’attuale fase del procedimento – indagini preliminari – fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile) ed al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito, che nella mattina di sabato 27 giugno 2026 i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Tivoli hanno sottoposto al fermo di indiziato di delitto un 33enne, censurato, affetto da disturbi psichici, in quanto gravemente indiziato dei reati di tentato omicidio e tentata rapina, nella forma pluriaggravata.

Il provvedimento precautelare è il risultato delle tempestive indagini avviate dai militari dell’Arma a seguito di una brutale aggressione ai danni di un 65enne presso la propria abitazione in Sant’Angelo Romano, il quale, nella circostanza, a causa delle gravissime lesioni patite, è stato trasportato d’urgenza presso il Policlinico Umberto I di Roma, ove tutt’ora risulta ricoverato in prognosi riservata. In particolare, i Carabinieri della Compagnia di Tivoli, dopo aver cristallizzato la scena del crimine con il fattivo contributo dei militari specializzati del Nucleo Investigativo di Frascati, ed aver acquisito le prime evidenze del reato, hanno prontamente attivato le ricerche del presunto autore, concentrandosi, in particolar modo, su un soggetto del posto, noto alle forze dell’ordine, che aveva nel frattempo fatto perdere le tracce. Lo stesso in passato aveva già manifestato comportamenti violenti sia in famiglia che in paese e conosceva l’abitazione della vittima. I successivi approfondimenti investigativi, basati sull’escussione delle persone informate sui fatti, sull’individuazione di un capo di abbigliamento, intriso di sangue, lasciato sulla scena del crimine da parte del fermato, nonché dalla constatazione della presenza di segni sul corpo dello stesso inequivocabilmente riferibili ad una violenta colluttazione, hanno consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico del 33enne, il quale è stato rintracciato, in aperta campagna, in un casolare poco distante dal luogo dell’aggressione.

L’indagato, al termine delle formalità di rito, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Roma Regina Coeli, a disposizione del Giudice, che ha convalidato il suo fermo nella mattinata di lunedì 29 giugno.

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