Esteri

Chiesa: Vaticano diffonde documento su come lefebvriani possono rientrare

Con il documento diffuso dal Vaticano è diventata ufficiale la scomunica per i sei vescovi lefebvriani, quattro dei quali ordinati ieri. Il documento avverte “i chierici e i fedeli laici a non aderire allo scisma della Fraternità Sacerdotale San Pio X, perché incorrerebbero ipso facto nella pena della scomunica latae sententiae”. La scomunica non è però un atto definitivo, c’è sempre la possibilità del perdono. Come possono allora rientrare le persone scomunicate nella Chiesa? Lo spiega un documento diffuso dal Dicastero per la Dottrina della Fede. C’è da dire che ci sono tre diversi percorsi per sacerdoti e laici. Per quanto riguarda i sacerdoti, la prassi prevede che il sacerdote in questione deve compiere 5 passaggi. Per prima cosa, si legge nel documento, deve “trovare un Ordinario (Vescovo diocesano, Superiore maggiore degli Istituti religiosi di diritto pontificio clericali e delle Società di vita apostolica di diritto pontificio clericali ecc.) disposto ad accoglierlo ad experimentum”.

Il secondo passo per il sacerdote scomunicato è “scrivere di proprio pugno al Santo Padre una lettera nella quale si presenta e chiede la remissione delle censure incorse a motivo dell’Ordinazione ricevuta da un Vescovo scomunicato o irregolare, o essendo stato ordinato validamente e legittimamente, sia entrato successivamente a far parte della Fraternità Sacerdotale San Pio X”. Il terzo step è “allegare il certificato di Ordinazione sacerdotale”. Quarto punto allegare “la Professio fidei e la Formula adhaesionis, datate e firmate”. Punto numero 5 è “far inviare al Dicastero per la Dottrina della Fede i tre documenti summenzionati dall’Ordinario, il quale manifesterà nella lettera di accompagnamento la disponibilità ad accoglierlo ad experimentum nella propria Diocesi o nel proprio Istituto”. Appena ricevuti i tre documenti dall’Ordinario, il Dicastero redige il Rescritto di remissione delle censure, che sarà firmato dal Prefetto e dal Segretario della Sezione Dottrinale.

Il Dicastero invierà il Rescritto all’Ordinario insieme ad una lettera di accompagnamento con la quale si autorizza ad accogliere il sacerdote richiedente per un periodo di prova di almeno un anno e non più di tre, al termine del quale, si potrà procedere alla sua incardinazione. “Recentemente – spiegano dal Vaticano – è stato deciso che qualora il tempo di prova stabilito non vada a buon fine, l’Ordinario provvederà a restituire il Rescritto al Dicastero per la Dottrina della Fede, allegando una relazione circa le ragioni della mancata incardinazione”. Diverso il percorso per i laici che hanno aderito formalmente o frequentano la Fraternità Sacerdotale San Pio X e che chiedono di entrare nella piena comunione con la Chiesa Cattolica. Ogni caso deve essere valuatato singolarmente. Per quanto rigaurda i laici sono due le categorie: i primi, che possono essere ritenuti ‘imputabili’, sono i “Laici facenti parte del Terz’Ordine della Fraternità Sacerdotale San Pio X” e i “Laici che partecipano abitualmente alle celebrazioni della Fraternità Sacerdotale San Pio X, condividendone formalmente le posizioni dottrinali”. Ci sono poi i laici che non sono da ritenersi imputabili ovvero “Laici che abbiano frequentato la Fraternità Sacerdotale San Pio X solo per motivi liturgici o spirituali” e “Laici che, pur consapevoli delle tensioni con la Santa Sede, non rifiutano il Magistero o l’autorità del Romano Pontefice”. Per quanto riguarda gli ‘imputabili’ il primo passo “implica un atto formale di piena adesione alla dottrina e obbedienza alla gerarchia cattolica, sotto la giurisdizione dell’Ordinario del luogo, garante dell’unità della Chiesa particolare”. Questi laici devono presentare all’Ordinario del luogo la Professio fidei e la Formula adhaesionis, datate e firmate.

Una volta ottenuta la documentazione, l’Ordinario del luogo provvederà ad accogliere il fedele laico nei tempi e nei modi che riterrà più opportuni, servendosi ad esempio del Rito dell’ammissione alla piena comunione della Chiesa cattolica di coloro che sono già stati validamente battezzati, debitamente adattato. Per quanto riguarda invece i ‘non imputabili’ basterà che si rivolga ad un sacerdote in piena comunione, con la decisione di non frequentare in futuro la Fraternità Sacerdotale di San Pio X.

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