Economia e Lavoro

Saldi, 28% degli italiani riduce il budget: pesa il caro-vita

Sabato 4 luglio sono iniziati ufficialmente i saldi in tutte le regioni d’Italia. Secondo un sondaggio Ipsos per Confesercenti, sette italiani su dieci hanno intenzione di acquistare, con un picco al 71% nel Mezzogiorno, per una spesa media prevista di 209 euro a persona. La spesa media prevede differenze territoriali marcate: il Nord-Ovest guida la classifica con 247 euro, il Sud si ferma a 181. Gli uomini destinano in media 225 euro, le donne 196. Rispetto allo scorso anno, il 28% degli intervistati riduce il budget, con punte del 32% al Nord-Est e al Sud, mentre solo il 18% lo aumenta (25% al Centro Italia) e il 54% lo mantiene invariato. Tra chi taglia la spesa, il 65% indica il caro-vita e l’inflazione come causa principale, quota che sale al 70% nel Nord-Ovest. Il 43% segnala l’aumento dei costi fissi dell’abitazione, particolarmente sentito al Sud (52%). Il 31% dichiara invece una scelta di risparmio consapevole, una motivazione che cresce al 42% tra i più giovani. Il 36% degli intervistati ha già acquistato in sconto prima dell’avvio ufficiale, complice la moltiplicazione delle vendite promozionali online e offline nelle settimane precedenti. La quota sale al 48% tra i 18-34 anni e al 42% nel Mezzogiorno, le fasce più esposte alla rincorsa dei presaldi. Per i negozi di prossimità che rispettano il calendario ufficiale, la diffusione di queste pratiche anticipa di fatto lo sconto e restringe la finestra in cui i saldi restano davvero un evento riconoscibile.

CONFCOM, COMMENTATA LA RICERCA ISTAT: SOFFRONO I PICCOLI NEGOZI

“Dati che, seppur non brillanti, segnalano come l’economia italiana, nonostante tutte le difficoltà, continui ad essere attraversata da innegabili spunti di vivacità. In questo contesto, infatti, le famiglie, pur condizionate nei loro comportamenti dalla ripresa dell’inflazione che ha colpito principalmente beni e servizi il cui acquisto è indifferibile, continuano a mostrare una decisa volontà di recupero della domanda per consumi. Inoltre, al dato sulle vendite, che nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 segnala una crescita in volume dello 0,7% sullo stesso periodo dello scorso anno, vanno anche sommati i positivi andamenti degli acquisti di autovetture”. Così l’Ufficio Studi Confcom sui dati Istat di oggi sulle vendite al dettaglio a maggio. “A supportare l’immagine di una ripresa della domanda – prosegue la nota – vi è la sostanziale diffusione, nei periodi più recenti, del miglioramento delle vendite tra le diverse merceologie del non alimentare. Al contrario, gli elementi di fragilità del quadro complessivo insistono sui formati di vendita: alla netta crescita del commercio elettronico fa, infatti, da contraltare la perdurante crisi delle imprese di minori dimensioni, soprattutto di quelle che operano nel segmento degli alimentari”.

Related posts

Lavoro, Coldiretti: “100mila posti nei campi con l’arrivo dell’estate”

Redazione Ore 12

Stop al mercato tutelato di luce e gas, cosa succede se non arriva la proroga

Redazione Ore 12

Confartigianato: “Bene modifiche a concordato preventivo biennale. Con imposta sostitutiva aumenta appeal”

Redazione Ore 12