Cronaca

Attentato Ranucci: legale Lavitola, sconvolto da accuse

di Marzio Scipioni

“In questo momento per motivi di riservatezza non vi posso anticipare niente. Sarei scorretto sul piano professionale. Vi posso solo dire che Valter Lavitola è sconvolto per le accuse che gli sono state mosse e ciò in ragione dello stretto e fraterno rapporto di amicizia che ha con Ranucci. Come ha confermato Ranucci in questi giorni”. Lo ha detto l’avvocato Sergio Cola, legale di Valter Lavitola, al loro arrivo in tribunale a Roma a Piazzale Clodio dove sarà ascoltato dal procuratore capo Francesco Lo Voi in merito alle accuse a suo carico di tentata strage e associazione per delinquere di tipo mafioso in relazione all’attentato dinamitardo nei confronti di Sigfrido Ranucci, avvenuto il 16 ottobre del 2025.

Ha reso lunghe dichiarazioni spontanee

Si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti ai magistrati della Procura di Roma, ma ha scelto di rendere lunghe dichiarazioni spontanee per ribadire la propria estraneità ai fatti contestati. È la linea difensiva di Valter Lavitola, indagato per tentata strage e associazione per delinquere di tipo mafioso nell’ambito dell’inchiesta sull’attentato ai danni del giornalista Sigfrido Ranucci. Al termine dell’audizione, il difensore Sergio Cola ha illustrato i contenuti delle dichiarazioni rese dal suo assistito, spiegando le ragioni della scelta di non sottoporsi all’interrogatorio in assenza della conoscenza degli atti d’indagine. “Lavitola si è avvalso della facoltà di non rispondere, però ha reso delle lunghe dichiarazioni spontanee (nel corso delle quali ha sottolineato il forte rapporto di amicizia fraterna con Ranucci, anche particolareggiando questo rapporto di amicizia, frequentazione continua, quasi quotidiana, frequentazione delle famiglie, il ricambio di piacere a livello personale per una sorta di solidarietà e tutto questo chiaramente non poteva essere che inconciliabile con la condotta delittuosa che gli è stata contestata, cioè quella di essere il mandante dell’attentato. Mi pare che tutto questo lo possa ribadire ulteriormente ove mai avesse la possibilità di prendere visione dei dati probatori che non sono noti, in quanto che l’interrogatorio è stato reso ai sensi dell’articolo 375 del codice di procedura penale, quindi senza poter prendere visione degli atti”. “Lavitola” – prosegue poi l’avvocato Cola – “ha anche ritenuto che, a prescindere dal fatto che lui è estraneo, la estraneità anche di Gomez, il suo collaboratore che considera come un figlio nel vero senso della parola e ha anche spiegato che non ha fatto assolutamente nessuna fuga in Camerun, dove si reca continuamente, risulta anche dal passaporto e tutt’ora si trova lì per ragioni di carattere finanziario, seguendo un affare che Lavitola sta conducendo lì relativo al carbon credit. Devo anche aggiungere un’ulteriore circostanza che è stata più volte rappresentata dalla stampa, che un indizio sarebbe costituito dal fatto che Lavitola il 15 settembre, un mese prima dell’attentato, sarebbe stato visto nei pressi della villa di Ranucci a Pomezia. Lavitola ha detto che la villa di Ranucci per lui era familiare, nel senso che si è recato più volte lì, quindi assolutamente nessun sospetto o valore indiziario si può dare a questa circostanza. Tra l’altro il 15 settembre Lavitola si è recato in Argentina, anche se di sera. Ritengo che tutto questo sia stato più che sufficiente per dimostrare la sua innocenza e Lavitola ha dato la sua disponibilità, qualora dovesse avere la possibilità di prendere visione degli atti e dei dati probatori, a rendere interrogatorio e rispondere alle domande che per il momento non gli sono state fatte proprio per le ragioni che ho detto”, ha poi concluso il legale.

Legale conduttore Report, lui e sua famiglia sono vittime

L’avvocato Roberto De Vita, legale del giornalista Sigfrido Ranucci, interviene con una nota sulla vicenda che coinvolge il conduttore di Report, invitando alla massima prudenza in attesa degli sviluppi delle indagini. Il legale richiama l’attenzione sulla delicatezza del quadro investigativo e mette in guardia da ricostruzioni e prese di posizione che potrebbero alimentare una delegittimazione personale e professionale. “Ranucci è stato vittima di un grave attentato, che ha colpito lui, la sua famiglia, la trasmissione Report e i suoi giornalisti. E qualora si accertasse l’effettivo coinvolgimento di Walter Lavitola, Ranucci sarebbe una seconda volta vittima. Tale è la gravità di quanto sta emergendo in relazione ai fatti già noti e agli scenari ipotizzati e ipotizzabili che è doveroso per tutti attendere gli sviluppi – che ci si augura prossimi – degli importanti approfondimenti che la Procura di Roma e il Nucleo Investigativo dei Carabinieri stanno svolgendo. Alcune ricostruzioni giornalistiche e dichiarazioni politiche improvvide, oltre a superare l’assurdo e a rappresentare un ulteriore aggravamento di un quadro che merita in questo momento doverosa attesa, rischiano di essere solo strumentali ad una delegittimazione umana e professionale di Sigfrido Ranucci, di un’intera trasmissione e dei suoi giornalisti, che negli anni hanno rappresentato e sono tuttora – e fino a prova contraria – presidio di libera informazione e democrazia.”

 

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