Politica

Rai: stop ‘cautelativo’ a repliche ‘Report’, Ranucci ‘sconcerto e preoccupazione’

 

di Luca La Mantia (*)

In attesa di conoscere l’esito delle indagini della magistratura sull’attentato a Sigfrido Ranucci e sul presunto ruolo di Valter Lavitola nella vicenda, la Rai ha deciso di sospendere le repliche estive di ‘Report’ ma senza mettere in dubbio la nuova stagione della trasmissione, in programma su Rai3 dal prossimo autunno. La direzione Approfondimento, guidata da Paolo Corsini, in una nota spiega di aver “ritenuto opportuno sospendere cautelativamente la messa in onda delle repliche estive della trasmissione televisiva Report, a tutela di un patrimonio editoriale di grande valore per il servizio pubblico. Resta fermo l’appuntamento con la nuova stagione di ‘Report’, che tornerà in onda a partire dal prossimo mese di novembre”. Lo stop – apprende LaPresse – è arrivato all’esito di riunioni e confronti ai vertici della Rai che hanno coinvolto diverse strutture aziendali, ma non Ranucci. In Rai, al momento, non risulta essere stata avviata alcuna indagine interna, ma la vicenda è sotto stretta osservazione.

Da qui la sospensione “cautelativa e prudenziale” – secondo quanto filtra dall’azienda del servizio pubblico – adottata nell’attesa che l’inchiesta della magistratura faccia il suo corso e tenendo conto dei rapporti personali tra il conduttore di ‘Report’ e Lavitola, ritenuto dagli inquirenti il presunto mandante dell’azione. Il tutto anche in un’ottica “garantista” nei confronti dello stesso Ranucci. Sui cui, viene assicurato, non c’è nessun passo indietro da parte della Rai. Ricostruzione che Ranucci respinge, esprimendo “sconcerto e preoccupazione” per il fatto che la Rai abbia “deciso di utilizzare il pretesto delle vergognose congetture, assurde, che sono state veicolate nelle ultime ore da alcune dichiarazioni politiche e da alcune ricostruzioni giornalistiche, per sospendere le repliche estive di puntate di inchiesta di ‘Report’ già trasmesse”.

Per il giornalista questa “non è la protezione del ‘patrimonio editoriale di grande valore per il servizio pubblico’ e della trasmissione, ma è la delegittimazione non solo della mia persona ma anche di tutto il lavoro dei singoli giornalisti che in modo autonomo e indipendente hanno curato inchieste importanti e che sono vero patrimonio per l’informazione e la democrazia”. Anche i consiglieri di amministrazione della Rai Roberto Natale, Alessandro Di Majo e Davide Di Pietro, si dicono contrari alla sospensione delle repliche. “A meno che non si tratti di puntate connesse in qualche modo all’indagine in corso, il provvedimento sembra solo una punizione che vuole soddisfare le richieste giunte a gran voce da una parte politica. La visione di ‘Report’ non ‘nuoce gravemente alla salute’”, osservano i consiglieri, aggiungendo: “Noi vogliamo chiarezza, non vendette o censure”.

Sostegno anche dalla senatrice M5S Barbara Floridia, già presidente della commissione di vigilanza Rai. “Quanto sta accadendo in queste ore con la sospensione delle repliche estive di Report è fuori da ogni logica. Anche sforzandosi non si capisce quale sia la ratio di questa decisione, se non quella di una pressione politica violentissima a cui l’azienda sta dando seguito. Esprimo solidarietà a Sigfrido Ranucci e alla redazione di Report. Davanti ad episodi come questi la mia scelta di rassegnare le dimissioni da presidente della della commissione di vigilanza assume ogni giorno maggiore solidità di quanta già non ne avesse prima. Con una situazione come questa non esistono margini di riapertura”, ha dichiarato.

Infine anche il Cdr Approfondimento “sostiene i colleghi della redazione Report e ne condivide le preoccupazioni sul futuro del programma. Sebbene rassicurati sul punto dal direttore Corsini, il Cdr continua a esprimere contrarietà sull’iniziativa di sospendere le repliche estive. Il messaggio che giunge all’opinione pubblica è infatti ambiguo: da un lato si parla di voler tutelare ‘un patrimonio editoriale di grande valore per il servizio pubblico’ dall’altro si mette di fatto in dubbio la qualità del lavoro svolto dai giornalisti. Ricordiamo che non è in discussione nessuna delle puntate e delle inchieste svolte, quindi il Cdr si interroga su chi dovrebbe essere il beneficiario di tale tutela. La decisione di sospendere le puntate getta un ombra su Sigfrido Ranucci, che ricordiamo essere parte lesa di questa vicenda”.

(*) La Presse

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