di Giuliano Longo (*)
Macron – a nove mesi dalla sua dipartita dall’Eliseo – chiude un “importante accordo” con l’Ucraina che prevede l’acquisto ( con quali soldi?) di miliardi di euro per sistemi francesi e licenze per la produzione di diverse armi, tra cui il missile da crociera a lungo raggio SCALP/Storm Shadow, gli intercettori Aster 30 per il sistema di difesa aerea SAMP/T NG (che sarà acquistato dall’Ucraina) e il kit per la bomba planante AASM. Inoltre acquisterà 16 aerei da combattimento Rafale e (probabilmente) quattro sistemi di difesa aerea SAMP/T NG didponibili operativamente fra due anni.
Il caccia Rafale F4, l’ultimo modello, costa tra gli 80 e i 100 milioni di euro per esemplare. Il sistema SAMP/T NG – pacchetto completo e onnicomprensivo (inclusi il radar Ground Fire 300, i lanciatori, i moduli di comando e controllo, la logistica, l’addestramento e i pezzi di ricambio iniziali) – , per una sola batteria costa fra I 700 e I 900 milioni di euro.
Inoltre, non sono stati annunciati i prezzi per le licenze di produzione dei missili intercettori Aster 30, dei missili da crociera a lungo raggio SCALP Storm Shadow o della bomba planante AASM. È probabile che le licenze saranno basate su una percentuale del valore commerciale di ciascun prodotto,, ma non è ancora chiaro.
Evidentemente la Republique pensa di ricavare un profitto compreso tra 4 e 8 miliardi di dollari, o anche di più, dato che la Francia dovrà fornire componenti e pezzi di ricambio. Eppure I problemi non sono pochi.
L’Italia, ad esempio, è in procinto di acquistare unità SAMP/T NG per le proprie esigenze di difesa. Il fabbisogno italiano è quasi certamente in conflitto con la limitata capacità produttiva francese di questi sistemi. Quindi o l’Italia li riceverà entro il 2030, oppure li riceverà l’Ucraina ,entro lo stesso periodo. Tertium non datur. E ebbene il consorzio di produzione Eurosam abbia concordato di aumentare la produzione, non si sa molto sulle tempistiche né su chi finanzierà l’espansione produttiva.
Allora chi pagherà il conto? Certamente non la Francia che si arricchirà nè l’UE a scapito di quasi tutti gli altri paesi europei. Anzi, sipossono prevedere notevoli resistenze da parte dei governi europei, che si opporranno al sostegno finanziario alla Repubblica francese e la mancanza di fondi potrebbe far naufragare l’intero “accordo”.
Quanto tempo ci vorrà prima che si manifesti una reazione politica contraria al sostegno all’industria della difesa francese a spese (più o meno) di tutti gli altri?. Cosa offrirà la Francia ai suoi interlocutori nell’UE e nella NATO? Macron, sta ovviamente, cercando cercava di avere la meglio su Trump, e questa è la vera base politica dell'”accordo” franco-ucraino.
Ma persino la proposta di Trump è piena di insidie, la più grande delle quali è che l’amministrazione Trump si aspettava che la NATO pagasse la licenza Lockheed per gli intercettori Patriot., ma è improbabile che la NATO paghi, così come è improbabile che garantisca l’accordo francese.
Alla fine dei conti, il vero perdente è ovviamente l’Ucraina. Ci vorrà molto tempo, se mai accadrà, prima che una fabbrica in Ucraina tsi in grado di produrre armi sofisicate americane o francesi. E nel frattempo? Nel frattempo Putin bombarda nonostante I danni che gli arrecano a casa sua I calabroni dronici.
(*) Analista geopolitico ed esperto di relazioni internazionali
