L’inviato speciale delle Nazioni Unite per lo Yemen, Hans Grundberg, ha riferito che il suo ufficio sta monitorando gli sviluppi nello spazio aereo yemenita e ha espresso preoccupazione per il rischio di un’escalation più ampia, esortando le parti coinvolte a impegnarsi in un dialogo che preservi la “relativa calma di cui lo Yemen gode dal 2022”.
Le dichiarazioni giungono dopo che i ribelli Houthi hanno riferito di attacchi sauditi che hanno colpito l’aeroporto internazionale di Sanaa. Da anni una coalizione guidata dall’Arabia Saudita con base nel sud dello Yemen, di cui fa parte il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale, combatte contro gli Houthi nel nord del Paese. Secondo quanto riferito dal governo riconosciuto internazionalmente, gli attacchi avevano lo scopo di impedire l’atterraggio di un aereo iraniano che trasportava la delegazione degli Houthi di ritorno dal funerale della ex Guida suprema iraniana defunta, l’ayatollah Ali Khamenei. Gli Houthi hanno dichiarato che l’aereo ha cambiato rotta ed è atterrato all’aeroporto di Hodeida.
La guerra civile in Yemen è iniziata nel 2014, quando gli Houthi hanno conquistato la capitale Sanaa e gran parte dello Yemen settentrionale costringendo all’esilio il governo riconosciuto a livello internazionale. L’anno successivo è intervenuta una coalizione guidata dall’Arabia Saudita, di cui fanno parte anche gli Emirati Arabi Uniti, nel tentativo di riportare al potere il governo. Le aree controllate dagli Houthi sono state prese di mira per l’ultima volta dalla coalizione guidata dall’Arabia Saudita diversi anni fa, prima che nel 2022 entrasse in vigore una tregua mediata dall’Onu per la cessazione delle ostilità.
