Roma Capitale

Clima: Roma sempre più torrida, in estate l’80% dei quartieri supera i 40 gradi

di Tommaso Tetro (*)

Roma, 14 lug. (LaPresse) – Roma è sempre più torrida. Una città ormai tropicale, tanto che in estate nell’80% dei quartieri si superano i 40 gradi andando anche oltre i 45. Roma da bollino rosso fisso: la temperatura media è aumentata di 2,6 gradi centigradi dal 1960, secondo i dati della campagna ‘Che caldo che fa’ di Legambiente che oggi fa tappa proprio nella capitale.

Dal 2015 al 2025 – spiega l’associazione – l’80% dei quartieri di Roma ha registrato nel periodo estivo una temperatura media diurna al suolo compresa tra i 40 e i 45 gradi, e il 12% delle volte superiore ai 45 gradi. Tra i quartieri più ‘bollenti’ l’Alessandrino, nel quadrante est, che in questi ultimi 10 anni ha registrato una temperatura media diurna al suolo superiore ai 45 gradi. Al quartiere è stata assegnata la maglia nera per carenza di alberature e poca cura dello scarso verde urbano.

In generale il 70% dei punti monitorati da Legambiente, tra servizi e strutture, risultano direttamente esposti al sole nelle ore centrali della giornata. E alla fermata del bus l’asfalto raggiunge quasi i 60 gradi.

A Roma si sono registrate 26 notti tropicali consecutive dal 17 giugno – si mette in evidenza nell’aggiornamento dell’Autorità di bacino distrettuale dell’appennino centrale (Aubac) sulla situazione idroclimatica – con temperature minime mai scese sotto i 20 gradi centigradi e precipitazioni pressoché assenti, e la conferma che “persiste l’ondata di calore e si aggrava la siccità”. Su scala distrettuale – si rileva – “giugno si è chiuso con il 48% di precipitazioni in meno rispetto alla media e temperature superiori di 3,4 gradi”.

Nella Giornata europea per le vittime della crisi climatica globale, che si celebra il 15 luglio, il Patto europeo per il clima trova una risposta all’ondata di calore: i rifugi climatici, ovvero luoghi pubblici o aperti al pubblico come parchi, musei, biblioteche, centri civici, spazi culturali che possono offrire ombra, refrigerio, acqua, informazioni e supporto, in particolare alle persone più esposte. Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente l’Europa si sta riscaldando più rapidamente del resto del mondo e il 95% dei decessi legati agli eventi climatici estremi registrati negli ultimi quarant’anni è riconducibile alle ondate di calore. Nel 2023 quasi 48mila persone sono morte in Europa per cause associate al caldo. Nel 2024, tempeste e alluvioni hanno colpito almeno 413mila persone, causando almeno 335 morti. A livello globale, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, 3,6 miliardi di persone vivono in aree altamente vulnerabili alla crisi climatica e, tra il 2030 e il 2050, il cambiamento climatico potrebbe causare 250mila morti aggiuntive ogni anno.

“Non è caldo, è crisi climatica – osserva Legambiente mettendo in evidenza le 11 proposte, due nazionali e 9 territoriali, rivolte al governo, al sindaco della capitale Roberto Gualtieri e alla Regione Lazio – l’esecutivo stanzi subito i fondi per attuare il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e definisca una strategia nazionale per i rifugi climatici”. Legambiente è soddisfatta del “Piano Caldo annunciato da Roma ma al primo cittadino” chiede “subito più interventi di depaving e rigenerazione dei suoli urbani, più alberature e infrastrutture blu. Al governatore Rocca chiediamo di far nascere finalmente un grande Parco regionale del Tevere”.

(*) La Presse

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