La guerra di Putin

Ucraina, Zelensky: “Potremo produrre sistemi Patriot”

di Marzio Scipione

L’Ucraina si sta avvicinando all’ottenimento della capacità di produrre missili per i sistemi di difesa aerea Patriot e potrebbe diventare il terzo Paese al mondo a disporre di un accordo in tal senso e del diritto a tale produzione. È quanto ha affermato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, secondo quanto riporta Suspilne. Il presidente ha ringraziato gli Stati Uniti e il presidente Usa Donald Trump per la decisione politica che, ha affermato, contribuirà a salvare migliaia di vite in Ucraina in futuro.

 Produciamo 10 mln di droni all’anno, arriveremo a 20

“L’Ucraina attualmente produce 10 milioni di droni all’anno e prevede di portare tale cifra a 20 milioni. Ricordo quando annunciai per la prima volta pubblicamente il piano del governo: un milione di droni all’anno. C’era molto scetticismo ovunque: sia all’estero che in patria. Ma ora possiamo dire: stiamo producendo dieci milioni di droni all’anno. Dieci. E arriveremo a 20″, ha detto Zelensky. “Lo faremo insieme ai nostri partner, dimostrando ancora una volta il successo dell’industria della difesa, ucraina, dei nostri partner ed europea”, ha aggiunto, precisando che gli intercettori ucraini stanno già abbattendo almeno il 90% degli UAV Shahed.

Kiev potrà usare fondi Ue per acquistare componenti cinesi per droni

Poi la notizia data dal Financial Times L’Ucraina potrà utilizzare una parte dei fondi del prestito Ue per la difesa per acquistare componenti cinesi per droni. Il giornale ha poi evidenziato come questo mette in luce la dipendenza dell’Europa da Pechino per componenti critici, mentre fatica a costruire una propria industria della difesa. Secondo due fonti a conoscenza della decisione, Kiev ha ottenuto una deroga per una parte di una tranche di 6 miliardi di euro destinata all’acquisto di componenti per droni dalla Cina. Questi fondi rappresentano la prima assegnazione di un più ampio prestito di sostegno all’Ucraina, nell’ambito del quale 60 miliardi di euro sono destinati agli appalti per la difesa. La decisione, viene osservato, sottolinea le lacune che permangono nella produzione interna di armamenti dell’Ue, nonostante gli sforzi per rafforzare la base industriale europea vincolando gli aiuti all’Ucraina agli acquisti nel continente. La deroga evidenzia inoltre il ruolo cruciale della Cina nel rifornire entrambe le parti in conflitto, che dura da oltre quattro anni.

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