La guerra di Putin

Nato: in cieli Baltico intercettati quasi quotidianamente voli militari russi

 

Base aerea Siauliai (Lituania), 24 apr. (LaPresse/AP) Nei cieli del Baltico si assiste a un ‘balletto’ costante in cui i piloti di Paesi della Nato e quelli russi si studiano a distanza con diffidenza: l’Alleanza invia regolarmente dei caccia per intercettare voli russi che, secondo la Nato stessa, non rispettano le norme internazionali e mettono in pericolo gli altri velivoli in volo sul Baltico, volando senza transponder accesi e senza presentare piani di volo o comunicare via radio con i controllori del traffico aereo. Associated Press ha parlato con piloti francesi e rumeni in servizio da inizio aprile nella base aerea di Siauliai in Lituania. Con l’arrivo della primavera e del bel tempo sono molto impegnati a sorvolare i cieli per identificare e sorvegliare gli aerei russi. Il colonnello Mihaita Marin, al comando del distaccamento rumeno di sei F-16, riferisce che gli intercettamenti “stanno diventando quasi quotidiani” e “aumenteranno sicuramente con il miglioramento del tempo”. I membri dell’Alleanza si alternano nel pattugliare i cieli del Baltico 24 ore su 24, 7 giorni su 7. I comandanti e i piloti che volano nelle missioni di pattugliamento aereo della Nato sul fianco orientale dell’Alleanza, composta da 32 Paesi, affermano che il loro obiettivo è dissuadere, non provocare. Ritengono che la loro presenza sia rassicurante per gli Stati baltici, cioè Estonia, Lettonia e Lituania, che confinano con la Russia e la sua alleata Bielorussia ma che non dispongono di una potenza aerea propria per respingere un eventuale attacco russo, se mai si arrivasse a quel punto. “È un gioco al gatto e al topo, o meglio, al gatto e al gatto”, ha detto il tenente colonnello Alexandre, comandante di un’ala dell’aeronautica militare francese composta da quattro Rafale che condivide la base lituana con un altro distaccamento di caccia proveniente dalla Romania. Citando motivi di sicurezza, l’esercito francese non ha reso noto il cognome del comandante. “Ci osserviamo a vicenda, ci scrutiamo e cerchiamo di assicurarci che la situazione non degeneri”, ha spiegato. I francesi hanno ereditato l’edificio che ora funge da loro quartier generale temporaneo da un distaccamento spagnolo. Lo consegneranno ai sostituti italiani ad agosto. Le squadre che si susseguono lasciano targhe e distintivi su una parete che registra il loro passaggio. La Nato fa decollare i jet per identificare e, se necessario, intervenire quando gli aerei russi volano nello spazio aereo baltico senza transponder accesi e senza presentare piani di volo o comunicare via radio con i controllori del traffico aereo. “Ci sono molte occasioni in cui, intenzionalmente o meno, non rispettano realmente le regole dell’ICAO – l’Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile – riguardo ai piani di volo e al comportamento”, ha detto il colonnello Mihaita Marin, al comando del distaccamento rumeno di sei F-16, “quindi ovviamente siamo costretti a decollare e assicurarci semplicemente che siano chi dicono di essere e che le loro intenzioni siano pacifiche”. L’arrivo della primavera, che porta condizioni di volo migliori, significa che i piloti francesi e rumeni sono stati molto impegnati da quando sono stati dispiegati all’inizio di aprile per turni di rotazione Nato di 4 mesi. Gli equipaggi francesi, osservati da un giornalista di Associated Press che stava realizzando un servizio presso la base aerea, hanno avuto lunedì la giornata più intensa finora. Sollevatisi in volo sotto il comando della Nato, i Rafale francesi hanno intercettato e osservato una coppia di bombardieri russi Tu-22M3 che trasportavano nelle loro stive missili antinave supersonici, gli stessi che la Russia ha utilizzato anche in Ucraina riadattandoli per attaccare obiettivi terrestri e che possono essere equipaggiati per trasportare una testata nucleare. Il volo di oltre 4 ore dei bombardieri strategici, partiti da una base aerea vicino a San Pietroburgo e scortati da caccia Su-30 e Su-35, è rimasto nello spazio aereo internazionale ma li ha portati lungo le coste di Paesi Nato – Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia – per poi tornare indietro quando si sono avvicinati alla Danimarca. Il distaccamento francese ha dichiarato che gli aerei russi non avevano i transponder accesi, né avevano presentato piani di volo o stabilito contatti radio. Secondo i francesi, anche aerei da combattimento provenienti da Svezia, Finlandia, Polonia, Danimarca e Romania sono decollati per sorvegliare la zona. La Nato non ha risposto alle richieste di commento. Quando è arrivato l’allarme della Nato, i piloti di caccia francesi sono partiti in tutta fretta, già vestiti in tenuta di volo per ridurre i tempi di risposta. Si sono precipitati a bordo di furgoni verso gli hangar dove li attendevano i loro jet Rafale, già pronti e armati; si sono arrampicati nelle cabine di pilotaggio e hanno acceso i motori. Pochi minuti dopo il decollo dalla base aerea di Siauliai in Lituania, si trovavano già sopra il Mar Baltico, dove hanno prima intercettato un aereo da ricognizione russo Il-20 e poi hanno seguito i bombardieri supersonici russi e le loro scorte di caccia che si avvicinavano allo spazio aereo di diversi Paesi della Nato. In una situazione di conflitto le cose potrebbero surriscaldarsi rapidamente, ma al momento – con la Russia e la Nato in contrasto sull’Ucraina ma non in guerra – i piloti di entrambe le parti si sono limitati a osservarsi e filmarsi a vicenda – mantenendo le distanze come gatti diffidenti, i missili visibili ma non utilizzati. Il comandante francese, il tenente colonnello Alexandre, ha affermato che non è chiaro perché i piloti russi si comportino in modi che potrebbero mettere in pericolo gli altri utenti dello spazio aereo baltico. “Non sappiamo se si tratti di mancanza di professionalità o semplicemente di un modo per metterci alla prova”, ha detto, “ma ciò che è certo è che dobbiamo intervenire ogni volta”. “Non possiamo dire: ‘Ok, è normale, questa volta li lasciamo passare’”, ha affermato.

Nella foto un aereo spia russo

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