Cronaca

Lodi: la Guardia di Finanza chiude ‘Boutique del falso’, sequestrati 15mila capi contraffatti

Oltre 15mila pezzi di merce contraffatta per un valore di circa 200mila euro. La Gdf di Lodi ha chiuso una ‘Boutique del falso’. Sei le persone denunciate. I finanzieri, nel corso dell’operazione, hanno eseguito una serie di perquisizioni nei comuni di Torino, Milano, Paderno Dugnano (MI) e Cinisello Balsamo (MI).

Più di 30 i militari del Gruppo Lodi che all’alba si sono presentati presso le abitazioni di 6 soggetti responsabili della contraffazione, tutti di nazionalità estera, trovando al loro interno, non solo un ingente numero di articoli contraffatti (capi di abbigliamento, borse, calzature, cappelli, copricapi, cinture, spille, fibbie, bottoni), ma, in un caso, anche un tavolo da lavoro di tipo industriale con strumentazione capace di realizzare direttamente il confezionamento di capi di abbigliamento.

Centinaia anche le patch trovate durante le perquisizioni pronte per essere cucite sul prodotto da immettere poi sul mercato del falso ma come ‘originale’.

Nelle abitazioni private dei 6 soggetti ritenuti responsabili, trasformate in veri e propri depositi di stoccaggio di merce e/o centri di produzione e confezionamento del falso di famosi brand (Gucci, Louis Vuitton, Prada, Moncler, Dior, Armani, Balenciaga, Nike, Adidas, Stone Island, Lacoste, Dsquared2, Hermes, Amiri, Canada Goose, Burberry, The North Face, Polo Ralph Lauren, Alexander Mcqueen, Tommy Hilfigher, Trapstar, Colmar, Yves Saint Laurent, Chanel, Palm Angels E Calvin Klein), si realizzava una sofisticata contraffazione di ‘alta qualità’, curata nei particolari più importanti (ad esempio le cuciture) e per questo sicuramente ben redditizia viste le somme di denaro contante – per un ammontare di oltre 30.000,00 euro – trovate nelle abitazioni di alcuni dei responsabili, nonostante fossero state ben occultate.

Le indagini dei finanzieri del Gruppo Lodi, che si sono concluse con l’ingente sequestro di merce contraffatta, sono state la prosecuzione di sviluppi investigativi originati da un ordinario controllo eseguito nei confronti di un soggetto di nazionalità egiziana trovato in possesso di stupefacente e per questo denunciato all’Autorità Giudiziaria. Gli investigatori sono riusciti così a ricostruire una rete di ‘operatori del falso’ tra di loro collegati negli intenti fraudolenti, e per questa ragione in grado di soddisfare qualunque richiesta di acquisto, anche quelle più esigenti, chiaramente di prodotti falsi ma con finiture di ‘alta qualità’.

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