Cronaca

Attentato Ranucci: Riesame si riserva su scarcerazione dei presunti esecutori

di Emilio Orlando (*)

In attesa degli sviluppi dell’inchiesta, entro mercoledì il Tribunale del Riesame di Roma si pronuncerà sulle richieste di scarcerazione dei quattro arrestati, ritenuti gli esecutori materiali dell’attentato al giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci, avvenuto il 16 ottobre 2025 a Pomezia, e sulla richiesta di derubricazione delle ipotesi accusatorie di strage e di associazione per delinquere aggravata dal metodo mafioso. La decisione, attesa nelle prossime ore, potrebbe incidere sull’impianto accusatorio della Procura, che ha ribadito come le indagini siano ancora in corso per individuare gli eventuali mandanti. Nel corso dell’udienza, i difensori Antonio Falconieri e Generoso Pagliarulo hanno chiesto l’annullamento della custodia cautelare e, in subordine, la concessione degli arresti domiciliari, sostenendo la necessità di differenziare le singole posizioni processuali.

La linea difensiva si è concentrata sulla contestazione dell’aggravante del metodo mafioso. “Dovrebbe cadere il metodo mafioso perché non ci sono né gli elementi oggettivi che soggettivi. Il presupposto iniziale era che ci fosse un movente di natura camorristica. Dalle indagini non risulta tale movente e anche le modalità del fatto, così come evidenziato dagli stessi accertamenti, escluderebbero questa aggravante. Anche le intercettazioni, nella loro completezza, parlano di un’attività diversa rispetto a quella inizialmente contestata. Quindi, sia oggettivamente che soggettivamente, noi la escluderemmo. Sarà il Tribunale del Riesame a darci la risposta”, hanno dichiarato.

Secondo i legali, la Procura avrebbe chiarito che gli eventuali mandanti sono ancora da individuare, circostanza che, a loro avviso, indebolisce l’originaria ipotesi di un attentato maturato in un contesto camorristico. “La Procura ha precisato che si tratta di un’indagine ancora in corso e che gli eventuali presunti mandanti sarebbero ancora da individuare. Noi prendiamo atto di questa circostanza, ma escludiamo qualsiasi collegamento di tipo associativo aggravato dal metodo mafioso. Proprio questa incertezza della Procura viene a minare la gravità dell’impostazione iniziale e, di conseguenza, anche l’ipotesi di reato così come contestata”.

(*) La Presse

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