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Ue: multa da 550 mln ad AliExpress, misure insufficienti contro vendita prodotti illegali

Multa da 550 milioni ad AliExpress dalla Commissione europea. La piattaforma ecommerce avrebbe violato la Legge sui servizi digitali (Dsa). Secondo l’Esecutivo europeo ha adottato misure insufficienti per contrastare la vendita di prodotti illegali, pericolosi e contraffatti e ha ordinato alla piattaforma di e-commerce cinese di adeguarsi alla normativa europea. AliExpress, di proprietà del colosso Alibaba, ha tempo fino al 20 ottobre per presentare un piano d’azione alla Commissione. Per la Commissione non ha valutato correttamente se disponesse di personale sufficiente per esaminare i prodotti potenzialmente illegali e sovrastimato l’efficacia del suo sistema nell’individuare e rimuovere i prodotti illegali. Pertanto, AliExpress “non ha tenuto conto in modo realistico della sproporzione tra il numero di moderatori umani e il loro carico di lavoro”. E secondo la Commissione, inoltre, non ha valutato adeguatamente in che modo i suoi sistemi di raccomandazione e pubblicità aggravino la diffusione di prodotti illegali.

Henna Virkkunen, vicepresidente esecutivo della Commissione per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, ha affermato che “la diffusione di abbigliamento contraffatto, giocattoli non sicuri, cosmetici pericolosi e altri prodotti illegali e nocivi non è un costo inevitabile dello shopping online: si tratta di un inadempimento da parte di AliExpress dei propri obblighi ai sensi del Digital Services Act”.

Più nel dettaglio, dai test condotti dai servizi della Commissione si rileva che molti prodotti illegali venivano raccomandati o pubblicizzati ai consumatori prima di essere rimossi efficacemente. Secondo quanto emerso, la piattaforma non ha utilizzato metriche quantitative nella sua valutazione e si è basata su un solo indicatore quantitativo che, tuttavia, non misurava correttamente l’efficacia del suo sistema di moderazione nel prevenire il rischio che prodotti illegali comparissero o ricomparissero in forme simili.

A supporto dei rilievi, i test effettuati dai servizi della Commissione hanno dimostrato che un elevato volume di prodotti illegali continuava a circolare nonostante gli sforzi di moderazione di AliExpress. La politica sanzionatoria non è stata applicata in modo adeguato e i negozi che vendevano prodotti illegali hanno potuto continuare a operare sulla piattaforma, nonostante fossero stati sanzionati. La Commissione è giunta alla conclusione che la mancata effettuazione di adeguate valutazioni del rischio e la mancata mitigazione efficace dei rischi sistemici costituiscono violazioni particolarmente gravi del Dsa anche se nel calcolare la sanzione ha tenuto conto anche di circostanze attenuanti che giocano a favore di AliExpress, come la novità del Dsa.

La società ha replicato che sin dall’entrata in vigore del Dsa “si è impegnata, e continua a impegnarsi, fermamente a rispettare i propri obblighi e ha investito risorse considerevoli nella valutazione e mitigazione dei rischi, nella sicurezza dei prodotti e nella tutela dei consumatori”. AliExpress ha poi affermato di non essere d’accordo con la “multa sproporzionata, che non riflette adeguatamente il quadro di riferimento consolidato e i significativi miglioramenti proattivi apportati”, sottolineando che sta “esaminando attentamente la decisione e valutando tutte le opzioni disponibili”. Per Federconsumatori è “inaccettabile lucrare sulla pelle e sulla salute dei cittadini, che sono convinti, tramite queste piattaforme, di acquistare prodotti sicuri” e serve “implementare i controlli doganali e avviare campagne di informazione rivolte ai cittadini, per sensibilizzarli verso i rischi derivanti dai prodotti contraffatti e per insegnar loro a riconoscerli al primo sguardo”.

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