I dati dei bilanci 2025 delle fondazioni di origine bancaria registra 1,4 miliardi di euro per 26mila iniziative. Questo quanto contenuto nel nuovo rapporto Acri – approvato dal consiglio – da cui si evince che è il miglior risultato degli ultimi 17 anni e che crescono anche patrimonio e fondi di stabilizzazione.
I dati principali dell’analisi – riferiti al complesso dei bilanci 2025 delle 84 fondazioni di origine bancaria italiane – parlano di attività erogativa 1.424,5 milioni di euro a +30,4% rispetto al 2024 (miglior risultato degli ultimi 17 anni); erogazioni destinate al welfare pari a 421,6 milioni di euro (29,6% del totale); le iniziative finanziate sono state 26.063 con un importo medio di 54.656 euro; il fondo di stabilizzazione delle erogazioni a quasi 2,9 miliardi di euro; il patrimonio contabile complessivo a 43,7 miliardi di euro (+2,8% rispetto al 2024); i proventi complessivi a 3.273,3 milioni di euro (+12,5%); la redditività lorda del patrimonio a 7,5% (era il 6,8% nel 2024); l’avanzo di esercizio a 2.392,6 milioni di euro (+14%).
“Il trentunesimo rapporto annuale conferma la solidità del sistema delle fondazioni di origine bancaria – dichiara Giovanni Azzone, presidente di Acri – l’attenta e lungimirante gestione dei patrimoni, insieme alla prudente diversificazione degli investimenti, continua a garantire risultati positivi, che si traducono in maggiori risorse per sostenere progettualità sui territori, accompagnare le comunità e sperimentare soluzioni innovative”. “Il risultato particolarmente significativo dell’attività erogativa – prosegue Azzone – testimonia la capacità delle fondazioni di trasformare la gestione dei patrimoni in interventi concreti per le comunità. L’addendum al protocollo Acri-Mef si inserisce in questo percorso di consolidamento: conferma il valore della diversificazione, introduce criteri più flessibili per tenere conto dell’evoluzione degli investimenti e delle specificità delle Fondazioni e apre alla possibilità di una maggiore durata dei mandati di governance, favorendo continuità di visione e programmazione strategica di lungo periodo”.
Dal nuovo rapporto emerge che, al 31 dicembre 2025, le fondazioni di origine bancaria detengono un patrimonio contabile di 43.723 milioni di euro, pari all’82,4% del passivo di bilancio, in aumento di circa 1.204 milioni di euro (+2,8%) rispetto al 2024. L’attivo delle fondazioni ammonta a poco più di 53,1 miliardi di euro, in crescita (+4,4%) rispetto a fine 2024 (quando era pari a 50,8 miliardi). La struttura generale delle attività è analoga a quella degli anni precedenti: le attività materiali incidono per il 4,3% e le attività finanziarie (includendo i crediti finanziari e le disponibilità liquide) per il 95,6% sul totale attivo, dati che ricalcano quelli del 2024. Anche il totale delle attività finanziarie cresce di 2.404,7 milioni di euro, attestandosi, tra immobilizzate e non immobilizzate, a 48,8 miliardi di euro, rispetto ai 46,4 miliardi del 2024. Gli investimenti correlati alla missione (Mri), sulla base dell’ultima rilevazione disponibile, riferita ai bilanci 2024, si attestano complessivamente a 5.156 milioni di euro, rappresentando circa il 10,14% del totale attivo e il 12,12% del patrimonio (incidenze in lievissima crescita rispetto al 2023). Lo sviluppo locale resta il settore in cui le fondazioni canalizzano la maggior parte delle risorse, incidendo per circa il 79% sul totale degli investimenti. Dal punto di vista economico l’esercizio 2025 ha registrato una crescita generalizzata dei proventi che si attesta a 3.273,3 milioni di euro, il 12,5% in più rispetto al 2024. Dall’esame delle tipologie di ricavo, si rileva che nel 2025 i dividendi sono pari a 2.522,8 milioni di euro (+16,6% rispetto al 2024): di cui 1.636,9 milioni da partecipazioni bancarie (50% sul totale dei proventi) e 885,9 milioni da partecipazioni non bancarie (27,1% sul totale dei proventi). Seguono: gestione investimenti finanziari (603,8 milioni), gestioni patrimoniali (65,6 milioni di euro), altri proventi ordinari di natura non finanziaria e straordinari (81 milioni). L’evoluzione del processo di dismissioni delle partecipazioni nelle banche conferitarie ha portato a dicembre 2025 alla situazione per cui l’84,5% delle fondazioni ha una partecipazione inferiore al 5% (40 non detengono più alcuna partecipazione, 31 hanno una partecipazione inferiore al 5%); solo 9 fondazioni hanno una partecipazione tra il 5 e il 50%, 4 hanno una partecipazione superiore al 50%. La redditività lorda del patrimonio delle fondazioni per il 2025 è in crescita rispetto al 2024 e si attesta al 7,5% (era 6,8%). Se si considera l’andamento della redditività del patrimonio e delle sue componenti principali su un orizzonte temporale di lungo periodo (2000-2025), appare evidente l’impatto delle varie crisi finanziarie che si sono succedute e come finora le fondazioni siano riuscite a farvi fronte. La redditività lorda media ponderata del patrimonio in questo lungo arco temporale è stata pari al 4,9% medio annuo. Per quanto riguarda gli oneri di gestione, nel 2025 si attestano su 256,9 milioni di euro (erano 270,7 milioni nel 2024). L’avanzo di esercizio relativo al 2025 è stato pari a 2.392,6 milioni di euro, corrispondente al 5,5% del patrimonio medio di periodo, segnando una crescita del 14% rispetto al 2024; la sua incidenza sul totale dei proventi sale al 73,1% (era 72,1% nel 2024). Quanto alle destinazioni dell’avanzo di esercizio il 67,6% è stato destinato all’attività istituzionale (1.616,2 milioni di euro rispetto ai 1.439,6 milioni di euro dell’esercizio precedente); il 32,4% (776,4 milioni) è andato in accantonamento alle riserve patrimoniali. Anche nel 2025 l’attività istituzionale è stata condotta in parallelo a quella di tutela del patrimonio, perseguita tramite un’accorta gestione degli investimenti e una misurata politica di accantonamenti.
La strategia erogativa ormai consolidata presso le fondazioni prevede di utilizzare, in un’ottica anticiclica, il “cuscinetto” rappresentato dal fondo di stabilizzazione delle erogazioni, che viene alimentato nei periodi di più alto reddito e utilizzato in quelli in cui i redditi si riducono. A fine 2025 tale fondo ha raggiunto l’importo di quasi 2,9 miliardi di euro che, considerate le erogazioni annuali nell’ultimo decennio, corrisponderebbero a circa 2,8 annualità di attività istituzionale garantita. Per quanto riguarda l’aspetto tributario il carico fiscale per le fondazioni nel 2025 ha raggiunto la ragguardevole cifra di 444 milioni di euro, di gran lunga superiore al primo settore di intervento per contributi erogati (arte, attività e beni culturali). A fine 2025 gli occupati nelle fondazioni erano 1.114, con una spesa complessiva di 89,1 milioni di euro. Il 93% delle risorse umane delle fondazioni è costituito da personale in organico, impiegato a tempo pieno nell’80% dei casi. Riguardo alla presenza di genere, il personale femminile si attesta al 62% del totale degli occupati. Anche nel 2025, l’alto grado di scolarizzazione del personale viene confermato con il 75% degli occupati che è laureato.
