Medicina

Estate: sole, filtri e rischi melanoma, Ascierto e i dermatologi fanno chiarezza

di Margherita Lopes (*)

“Una maggior esposizione al sole protegge dal melanoma”. Basta questo incipit per far venire i brividi, specie perché a fare certe affermazioni sui social – in video diventati virali – è un’oncologa. Mentre si moltiplicano like e critiche – e scende in campo anche la Sidemast Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse – giova prendere in prestito le parole del massimo esperto di melanoma, uno scienziato che il mondo ci invidia: il professor Paolo Ascierto, intervenuto sulla questione con LaSalute di LaPresse. “La radiazione ultravioletta (UVA e UVB) penetra nelle cellule cutanee causando mutazioni genetiche. L’accumulo di questi danni nel tempo è la causa primaria dei tumori della pelle, tra cui il melanoma è uno dei più aggressivi. Le scottature non sono un banale fastidio: raddoppiano il rischio di sviluppare un melanoma, specialmente se prese in età infantile o giovanile. La nostra pelle ‘ricorda’ ogni singola ustione”, scandisce Ascierto, segnalandoci i risultati di uno studio Iarc (International Agency for Research on Cancer” secondo cui i raggi UV sono responsabili di oltre l’80% di casi di melanoma nel mondo. E la crema solare? “È un presidio di protezione, non un nemico: sostenere che i filtri solari facciano male o che sia meglio ‘abituare la pelle senza protezione’ è una falsità priva di qualsiasi riscontro scientifico. La protezione ad ampio spettro (SPF 30 o 50+) è il nostro scudo principale”. E ancora: “L’abbronzatura non è un segno di salute: è la risposta di difesa della pelle che tenta di proteggersi da un’aggressione esterna producendo melanina”, chiarisce l’ordinario di Oncologia alla Federico II di Napoli, presidente della Fondazione Melanoma. Ma che è successo? “È in circolazione un video su Instagram che fa passare messaggi del tutto distorti, quando non apertamente falsi, su temi delicatissimi che riguardano l’esposizione solare e l’uso delle creme protettive”, chiarisce Ascierto.

“I falsi messaggi sono di per sé negativi, ma quando mandati da medici sono estremamente pericolosi. È evidente e innegabile che i raggi UV siano cancerogeni e la principale causa di tumori della pelle. Negarlo è mistificazione e follia – rincarano la dose i dermatologi Sidemast – Un albino (malattia che non fa produrre melanina alla pelle) in Paesi ad alta esposizione solare svilupperà, se non adeguatamente protetto, già in giovanissima età e con certezza assoluta, numerosi tumori cutanei”. Nel mirino il “video pubblicato sui social da Debora Rasio, nutrizionista e specialista in Oncologia, nel quale afferma che ‘è falso che il sole faccia venire il melanoma’, definisce ‘tossiche’ le creme solari e richiama un’analisi della coorte UK Biobank, pubblicata nel novembre 2023 su ‘Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention'”, chiarisce la Sidemast. Cosa fare? “Per l’ennesima volta raccomandiamo prudenza e intelligenza a chi sta andando in ferie, per evitare di dover rimpiangere in futuro le azioni di oggi. Inutile controbattere una tesi costruita sulla estrapolazione di un dato e non sull’analisi del lavoro scientifico, che afferma esattamente l’opposto di quanto riportato dalla collega oncologa: il lavoro citato conclude che la principale causa dei tumori cutanei è l’esposizione agli UV e raccomanda protezione e prevenzione in tal senso, anche con la corretta applicazione di creme solari”.

“A preoccuparmi di più – riflette poi Ascierto – sono due affermazioni: quella che il sole non fa venire il tumore della pelle, mentre i raggi sono cancerogeni e ormai questo è indiscusso. Poi c’è la pubblicazione chiamata in causa per dire che le creme non servono a niente, perché chi diceva di averle messe aveva più probabilità di melanoma. Questo accadeva perché in quello studio chi metteva la crema stava più tempo al sole e la applicava male. Insomma, la crema sicuramente protegge, ma da sola non basta. Bisogna applicarla ogni due ore e dopo ogni bagno”. Dal canto suo l’esperto di melanoma nota anche un aspetto positivo: “Guardando i commenti sotto quel video, sono stato felicemente sorpreso nel vedere che moltissimi non ci cascano più,Tanti utenti stanno smentendo quelle assurdità nei commenti, pretendendo fonti e difendendo la scienza. Questo dimostra che il senso critico sta crescendo ed è la dimostrazione che l’informazione corretta, pian piano, fa breccia. Le regole d’oro sono le stesse: evitate l’esposizione nelle ore centrali della giornata (11.00-16.00), applicate la crema protettiva in quantità adeguata e fate controllare periodicamente i vostri nei da un dermatologo”. Perchè la prevenzione non è un’opinione, ma “è scienza basata su decenni di dati”, conclude Ascierto, che al sole usa “una crema solare 50+ con filtri fisici a base di ossido di zinco”. Insomma, non cadiamo nella trappola, riconosciamo le insidie del canto delle sirene e – come Odisseo – salviamoci la pelle.

(*) La Presse

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