Regioni

Trentino: da fondi Fesr 6,6 mln per nuove infrastrutture cliniche

Potenziare la ricerca clinica e traslazionale in Trentino, puntando su medicina di precisione e diagnostica avanzata in stretta collaborazione con la Scuola di medicina, l’Azienda sanitaria universitaria integrata e con il futuro Polo scientifico e tecnologico per le Scienze per la vita quale hub di innovazione, dove accademia, ricerca, clinica e impresa interagiranno sinergicamente. Con questo obiettivo, la giunta provinciale ha approvato l’avviso Fesr 2/2026, che mette a disposizione 6,6 milioni di euro per lo sviluppo di nuove infrastrutture di ricerca abilitanti per la ricerca clinica o traslazionale sul territorio provinciale. “Investire in queste infrastrutture significa investire direttamente sulla salute dei nostri cittadini e sul futuro economico e scientifico del Trentino – ha sottolineato il vice presidente della Provincia, Achille Spinelli -. Con questo intervento vogliamo tradurre l’innovazione tecnologica in pratica clinica, valorizzando le nostre eccellenze e rafforzando in modo determinante la sinergia tra la Scuola di medicina, l’Asuit e gli organismi di ricerca del territorio. Un ecosistema integrato che mira a fornire risposte diagnostiche e terapeutiche avanzate e con ricadute positive sull’innovazione del sistema sanitario provinciale”. Dei 7 milioni complessivi, 4 milioni sono destinati agli enti locali, con contributi a fondo perduto fino a 600 mila euro e nel limite del 75% del programma ammissibile. Le domande potranno essere presentate fino alle 17 dell’11 settembre 2026. Alle micro e piccole imprese turistiche sono destinati 2,5 milioni di euro, cifra che sarà ulteriormente incrementata con la manovra finanziaria in discussione in Consiglio regionale. Per le imprese il contributo potrà arrivare fino a 300 mila euro e al 100% del programma ammissibile, con un limite del 25% per opere murarie e acquisto di immobili. Le date per la presentazione delle domande saranno comunicate con un successivo avviso. I progetti dovranno prevedere un investimento minimo di 100 mila euro e una classificazione della struttura di almeno tre stelle. L’albergo diffuso dovrà essere collocato nei centri storici e articolato in più immobili, con le camere a una distanza massima di 300 metri dalla reception. La gestione operativa della misura sarà affidata al Servizio programmazione e finanziamenti alle imprese dell’assessorato, attraverso la piattaforma SIPES.

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