Politica

Legge Elettorale, la ricostruzione dei fatti

 di Nadia Pietrafitta

“Improponibile”, e quindi non messo ai voti, l’emendamento presentato da FdI (e non gradito a FI) al decreto giustizia-migranti in Senato per ampliare la possibilità di utilizzo di intercettazioni a strascico e blindatura del provvedimento con tanto di questione di fiducia last minute. “Sì, ma”, per dirla con le parole di Antonio Tajani, degli azzurri all’emendamento sulle preferenze che FdI vorrebbe ripresentare a palazzo Madama quando si tratterà di esaminare la riforma della legge elettorale. E’ questo l’esito della doppia partita che va in scena tra gli alleati di centrodestra, in un affollato 29 luglio, tra i corridoi della Camera Alta. “FdI rinuncia, almeno per ora, alle intercettazioni, FI dovrà mandar giù le preferenze”, sintetizza a sera, un parlamentare di maggioranza di lungo corso.

La sintesi, però, non dà conto di trattative e strategie parlamentari che vanno avanti per tutto il giorno. Dentro Forza Italia il clima, sul Melonellum, resta bollente. Gli azzurri, soprattutto i parlamentari ‘in quota Marina’ continuano a non nascondere i malumori per “l’ostinazione” manifestata dal partito di Giorgia Meloni sulle preferenze. Il leader prova a far passare il messaggio, arrivato anche dalle audizioni, che senza garantire una possibilità di scelta agli elettori, la legge verrebbe dichiarata incostituzionale dalla Corte costituzionale e si tornerebbe al Rosatellum. La ‘minaccia’ non convince del tutto i senatori e c’è chi racconta che i toni si alzano. Nessuno scontro, assicurano fonti del partito, solo un “franco confronto politico attraverso il quale un partito serio forma le sue posizioni, anche se in questa seconda repubblica nessuno è più abituato”. Tajani per sminare la situazione propone un nuovo incontro con gli alleati per “correggere” insieme a loro l’emendamento, con la volontà di introdurre le preferenze di genere (con l’ipotesi del rapporto massimo 60-40%). “Una riunione che ci sarà la prossima settimana in modo da poter far sì che ci sia un accordo di un centrodestra coeso e unito, dove siamo pronti in maniera positiva ad ascoltare le richieste di chi vuole inserire le preferenze, ma vogliamo anche fare in modo che alcune nostre richieste vengano accolte con uno spirito costruttivo e positivo, convinti che, come al solito, il centrodestra troverà un accordo”, insiste il vicepremier, convinto anche del fatto – raccontano – che in Senato, con voto palese, il partito non abbia nemmeno troppi margini per boicottare del tutto le preferenze.

Anche La Russa indica questa strada: “Capisco chi dice che le preferenze creano qualche problema, ma io credo che la mediazione trovata sia una mediazione democratica. Trovare posizioni che non accontentano nessuno ma siano accettabili per tutti è il cuore della partecipazione democratica”, dice nel corso della tradizionale Cerimonia del Ventaglio prima della pausa estiva, aprendo anche lui alla possibilità che “i capilista debbano rispettare la possibilità dei due generi di essere rappresentati al 50% o al 60%-40%”. Intanto la commissione Affari costituzionali di palazzo Madama fissa il termine per la presentazione degli emendamenti per il primo settembre alle 12. La discussione generale sul provvedimento si avvierà da domani e andrà avanti fino all’inizio della pausa estiva, ma ci sarà tutto agosto per trovare una quadra sulle proposte di modifiche da presentare. I tempi dell’aula, poi, vengono già fissati dalla conferenza dei capigruppo: l’assemblea inzierà l’esame mercoledì 9 settembre e proseguirà fino a venerdì con sedute senza orari di chiusura. Martedì 15 alle 10 sono in calendario le dichiarazioni di voto e a seguire il voto finale. “Senza forzature, come avevo promesso, che significava chiudere ad agosto, ma senza ritardi, come sarebbe stato dire che dobbiamo andare a dicembre”, per dirla con La Russa.

Sul decreto giustizia-migranti, pur assicurando di non averlo fatto e di aver espresso un giudizio meramente tecnico, è il presidente del Senato a togliere alla maggioranza le castagne dal fuoco. “Posso dire che al 99,99%” l’emendamento sulle intercettazioni “sarà dichiarato improponibile”, annuncia durante la consueta cerimonia del Ventaglio prima della pausa estiva. In bilico ci sono pure le proposte di modifica presentate dalla Lega  per modificare la disciplina dei ricongiungimenti familiari, ma le ammissibilità non vengono mai ufficializzate, dal momento che in serata, a sorpresa, il Governo annuncia la volontà di porre la fiducia sul provvedimento. L’aula aspetta i pareri della commissione Bilancio sugli emendamenti per tutto il giorno, poi arriva la blindatura, ipotesi in un primo momento non prevista, data la volontà manifestata dalla maggioranza di modificare alcuni aspetti del provvedimento. “Eravamo in ritardo su tutto, pareri, emendamenti e non tenevamo i senatori, il decreto slittava a lunedì e non c’era il tempo”, spiegano dal centrodestra, dal momento che il provvedimento scade l’11 agosto e deve ancora passare dalla Camera.

(*) La Presse

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