Politica

Caso Delmastro: FdI, pronti a dicutere questione in aula. Pd e M5S all’attacco

di Marino Marini

“Sul deposito delle chat con il Caroccia il collega Andrea Delmastro ha in più occasioni affermato di non aver alcun problema; anzi Fratelli d’Italia stamattina nell’ufficio di presidenza della Giunta per le Autorizzazioni era disponibile al voto ed auspichiamo che entro la prossima settimana si possa discutere in Aula la questione”.

Lo dichiara la deputata di Fratelli d’Italia, Sara Kelany, componente della commissione Antimafia. “Ma la verità è che l’opposizione ha una grandissima coda di paglia, perché mentre chiede le chat di Delmastro nasconde quelle del senatore Scarpinato con il consigliere del Csm Natoli relative a uno dei più grandi depistaggi della storia della Repubblica: la pista Mafia Appalti in merito agli omicidi di Falcone e Borsellino. Scarpinato sedendo nella Commissione Antimafia si fa scudo del suo conflitto di attribuzione per nascondere la verità. Ecco, mentre Fratelli d’Italia è disponibile a trattare della vicenda Delmastro la prossima settimana, aspettiamo che il senatore Scarpinato venga in Antimafia a riferire tutto quello che sa su quanto accaduto in quegli anni di stragi di mafia”, aggiunge Kelany. Ma alla parlamentare di Fratelli d’Italia arriva immediata la replica dai banchi del Pd.

Pd, maggioranza ha paura della verità

“Le dichiarazioni dei capigruppo della maggioranza nella Giunta per le Autorizzazioni della Camera sono sconcertanti. Il presidente della Giunta ha già assunto una decisione chiara, riconoscendo il pieno diritto dei componenti della Giunta a prendere visione della documentazione trasmessa dalla Procura di Roma. Il maldestro tentativo della destra di rimettere in discussione una decisione già assunta va respinto con fermezza”. Così i componenti del Partito democratico della Giunta per le autorizzazioni della Camera. “È molto grave il tentativo della maggioranza di limitare le prerogative dei commissari, arrivando perfino a evocare la convocazione della Giunta per il Regolamento per mettere in discussione una decisione già assunta dalla presidenza. Non funziona così: in Parlamento si rispettano le istituzioni e le decisioni di chi è chiamato a garantirne il corretto funzionamento, anche quando non coincidono con le aspettative della maggioranza. Peraltro stupisce che, ancora prima che la documentazione trasmessa dalla Procura sia resa consultabile ai componenti della Giunta, dalla destra si sostenga già che quella lettera ‘non aggiunge nulla’, come ha affermato il capogruppo del partito del sottosegretario Delmastro. La domanda è inevitabile: come fanno a saperlo? Conoscono già il contenuto degli atti? Conoscono già le chat tra Delmastro e Caroccia di cui la Procura ha chiesto l’acquisizione? Chi sostiene di non avere nulla da nascondere non può poi fare di tutto per impedire ai deputati di leggere gli atti prima di votare. La verità non dovrebbe fare paura a nessuno”, concludono. Poi il M5S.

Kelany non sa di cosa parla, non pronunci nome Scarpinato

“L’onorevole Kelany nell’aula della Camera ha perso l’occasione per stare zitta e evitare una figuraccia. Accostare le chat di Delmastro alle intercettazioni tra Scarpinato e Natoli significa non sapere cosa si afferma, Kelany non dovrebbe nemmeno pronunciare il nome di Scarpinato. Il nostro collega, ex magistrato Antimafia, parlava al telefono con un ex collega ed ex componente del pool antimafia di Falcone e Borsellino, Delmastro chattava con il suo socio condannato per riciclaggio di capitali mafiosi del clan Senese. Dire che Scarpinato nasconda le intercettazioni è grottesco, dal momento che quelle conversazioni sono state lette da decine di parlamentati in commissione antimafia e sono finite su svariate paginate di alcuni quotidiani nonchè in svariate trasmissioni televisive. Kelany sa di cosa parla? Alla collega di Fdi ricordiamo anche che le chat che coinvolgono Delmastro sono ritenute penalmente rilevanti dalla Procura di Roma nell’indagine su Mauro Caroccia, quelle tra Natoli e Scarpinato sono state ritenute non rilevanti dalla stessa procura di Caltanissetta. Ma nonostante la loro inutilità ai fini delle indagini, sono state inviate alla commissione Antimafia e poi sono finite sui giornali, senza alcuna autorizzazione della Giunta delle Immunità del Senato. Scarpinato, doverosamente, non si è mai opposto all’uso delle intercettazioni per fini di giustizia in un processo, ma all’uso politico non autorizzato e fuori dal processo di conversazioni non utili per le indagini. La prossima volta Kelany si documenti prima di parlare. Intanto convinca la sua maggioranza a non ostacolare le indagini sulla mafia a Roma”. Lo affermano la deputata M5S Stefania Ascari e il deputato M5S Michele Gubitosa, componenti della commissione Antimafia.

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