Nella notte una bomba aerea guidata è caduta a circa 220 metri dagli uffici di Save the Children a Sumy, nell’Ucraina nord-orientale, danneggiando l’edificio. Si tratta del secondo attacco che coinvolge strutture di Save the Children in Ucraina questa settimana, come afferma l’organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro. Tutto il personale, informa la nota, è al sicuro e i danni all’ufficio sono risultati limitati. L’episodio segue tuttavia un attacco con droni avvenuto lunedì, che ha gravemente danneggiato un magazzino di Save the Children contenente aiuti umanitari destinati ai bambini colpiti dalla guerra in corso da quattro anni nel Paese. Questi ultimi attacchi, sottolinea Save the Children, si inseriscono in un contesto di escalation dei bombardamenti aerei in tutta l’Ucraina durante l’estate ed evidenziano i crescenti rischi per i civili, gli operatori umanitari e le infrastrutture a supporto delle operazioni umanitarie. A giugno una bomba aerea guidata aveva colpito un asilo nella regione di Kharkiv, dove Save the Children svolgeva attività psicosociali ed educative per i bambini, causando gravi danni alla struttura. “La scorsa notte attacchi in diverse città ucraine hanno causato la morte di almeno sei persone e danneggiato un ufficio di Save the Children a Sumy, da cui coordiniamo programmi umanitari vitali per bambini e famiglie. È il secondo attacco di questo tipo che colpisce una sede di Save the Children in una sola settimana”, ha dichiarato Sonia Khush, Direttrice di Save the Children in Ucraina. “Questi eventi ci ricordano in modo drammatico che i bambini in Ucraina continuano a subire le conseguenze più gravi di questa guerra. Con l’aumentare della frequenza, dell’imprevedibilità e dell’intensità degli attacchi in Ucraina, i minori corrono un rischio sempre maggiore di rimanere uccisi, feriti o traumatizzati. Notti trascorse ripetutamente nei rifugi e la costante minaccia di attacchi lasciano molti bambini e adolescenti esausti, ansiosi e spaventati per il futuro. Allo stesso tempo, questi attacchi rendono sempre più difficile per le organizzazioni umanitarie raggiungere i bambini e le famiglie in difficoltà”, ha spiegato. “I civili devono essere protetti e bisogna porre fine ai danni subiti dai più piccoli. Inoltre, gli attacchi alle infrastrutture civili – incluse strutture umanitarie, abitazioni, scuole e ospedali – devono cessare immediatamente”, ha concluso.
