Generali archivia i primi sei mesi del 2026 con una crescita a doppia cifra della redditività, sostenuta dal contributo positivo di tutti i principali segmenti. Per il Ceo Philippe Donnet “gli eccellenti risultati del Gruppo dimostrano l’ottimo progresso del nostro piano ‘Lifetime Partner 27: Driving Excellence’, grazie alla performance molto solida di tutti i segmenti”.
Il risultato operativo consolidato sale a 4,5 miliardi di euro, in aumento dell’11,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre l’utile netto normalizzato raggiunge 2,54 miliardi, in progresso del 13,7%. Ancora più forte la crescita dell’utile netto, a 2,54 miliardi, il 17,9% in più rispetto al primo semestre del 2025. I premi lordi complessivi del colosso delle assicurazioni raggiungono 53,4 miliardi di euro, con una crescita del 5,8%, grazie all’avanzamento sia del comparto Vita e Danni. Nel Vita, i premi salgono del 5,5% a 33,45 miliardi, mentre la raccolta netta schizza del 33,9% a 8,33 miliardi, segnando il livello più elevato mai registrato dal Gruppo in un primo semestre.
A sostenere i flussi le principali linee di business. Il valore della nuova produzione sale del 21,1% a 1,89 miliardi. Il miglioramento riflette un mix di prodotto più favorevole, condizioni tecniche migliori e il contributo dei tassi di interesse più elevati. Il segmento Danni cresce nonostante le catastrofi naturali. Il risultato operativo aumenta del 4,7% a 2,14 miliardi, con premi lordi in crescita del 6,3% a quasi 20 miliardi. Il Combined Ratio si attesta al 91,5%, in lieve peggioramento di mezzo punto percentuale, riflettendo il maggiore impatto delle catastrofi naturali. Per l’Asset & Wealth Management il risultato operativo sale del 31,3% a 735 milioni. Il Leone ha anche annunciato l’avvio dal 10 agosto di un programma di riacquisto di azioni proprie per un massimo di 500 milioni. Donnet poi ha indicato la road map che fa “leva sull’Ai e sull’uso dei dati e con un forte focus sulla sostenibilità”.
Ma in uno scenario di risiko su Mps, con in campo l’offerta di Intesa con a valle l’accordo con Unipol su Rocca Salimbeni, che attraverso Mediobanca detiene il 13,1% del Leone, Donnet, sollecitato in call con la stampa, chiarisce che “siamo profondamente radicati nel tessuto economico del Paese e contribuiamo alla sua crescita, creando al contempo stand alone valore sostenibile e ricorrente per i nostri azionisti”. Il “nostro obiettivo – assicura – è continuare a perseguire con successo questa missione, tutelando con determinazione l’integrità del Gruppo”. E Donnet sottolinea che “al fine di tutelare l’indipendenza e l’integrità del gruppo, tutte le implicazioni per il nostro business e per il contesto competitivo in cui operiamo devono essere valutate con la massima attenzione e cura anche da parte di tutte le autorità competenti italiane ed europee”.
La premessa del ceo è stata chiara: “Oggi preferiamo non commentare indiscrezioni o speculazioni di mercato” e “Generali è una realtà indipendente e internazionale, è una storia di successo italiana”. E alle domande sugli impatti del risiko, alla luce dell’offerta di Intesa su Siena, Donnet taglia corto: “tutta la squadra è focalizzata sul percorso che abbiamo intrapreso nell piano” industriale “al 2027. Andiamo avanti senza pensarci”. Parole pronunciate praticamente in contemporanea alla diffusione del comunicato sulla semestrale di Mediobanca, azionista del Leone e controllata da Montepaschi. L’ad di Piazzetta Cuccia Alessandro Melzi d’Eril ha evidenziato un primo semestre dell’anno “con ricavi ed utile netto ai migliori livelli di sempre” e che “conferma la disciplina mantenuta in questa fase di transizione e pone le fondamenta per proseguire efficacemente il processo di integrazione con Mps, su cui restiamo pienamente concentrati”.
