Politica

Rastrellamenti a Milano, quasi tutti contro Vannacci

Anna Scavuzzo. Commemorazione dell’eccidio dei 15 martiri di Piazzale Loreto. Milano, Italia - Lunedì, 10 Agosto 2026 - (foto Stefano Porta / LaPresse)

“Le parole hanno un peso enorme, non mi è piaciuto sentire parlare di rastrellamenti soprattutto alla vigilia di un momento come questo, in cui ribadiamo a tutti quanto sia importante attualizzare quello che è l’impegno democratico e costituzionale che fa sì che anche le parole siano uno strumento per costruire la democrazia ogni giorno. Bisogna stare attenti a non abusare di queste parole”.

Così la vicesindaca di Milano Anna Scavuzzo, a margine delle commemorazioni per l’eccidio nazifascista di Piazzale Loreto del 10 agosto 1944, sulle parole del leader di Futuro Nazionale che, presentando il candidato sindaco a Milano, Carmelo Burgio, aveva parlato di ‘rastrellamenti’ a Rogoredo. A chi le chiedeva delle polemiche del Presidente del Senato Ignazio La Russa, che in tema di pacificazione aveva invitato l’amministrazione milanese a ricordare anche la strage di civili di Viale Abruzzi, Scavuzzo ha risposto: “Sulla ricorrenza dell’eccidio anche dei fatti di Viale Abruzzi siamo tornati a più riprese, credo che sia una polemica vuota e pretestuosa. Mi pare che le parole che sono state usate anche questa mattina in piazza richiamino il tributo che si fa alle vittime della guerra partigiana sempre e comunque, io non raccolgo nessuna polemica perché non è questo il senso né del ricordo dei martiri di piazzale Loreto né del ricordo di chi ha perso la vita”.

Minelli (Anpi), Rastrellamenti? Vannacci è un fascista

“Vannacci è un fascista e come tale il mio giudizio è già in questa parola. Quando sento parlare di rastrellamenti penso che mio papà che è stato partigiano, si rivolta nella tomba. Noi pensavamo di non sentire più parole drammatiche come la remigrazione che vuole dire deportazione, sentire parola guerra, purtroppo ci stiamo abituando, questa è la cosa drammatica, non possiamo accettare l’indifferenza di fronte a questi fenomeni”. Così il presidente provinciale dell’Anpi di Milano, Primo Minelli, a margine delle commemorazioni per l’eccidio nazifascista di Piazzale Loreto del 10 agosto 1944, sulle parole del leader di Futuro Nazionale che, presentando il candidato sindaco a Milano, Carmelo Burgio, aveva parlato di ‘rastrellamenti’ a Rogoredo. Poi Emanuele Fiano (Pd).

Fiano (Pd), rastrellamenti uno schifo, Burgio prenderà sonora sconfitta

“Penso che il candidato di Vannacci prenderà una sonora sconfitta ma siamo in democrazia e ogni partito ha diritto di candidare chi vuole. Parlare di rastrellamenti è uno schifo. C’è chi i voti li cerca parlando alla pancia delle persone, la solita ricetta della destra di parlare alle paure delle persone. Vannacci ha capito che in questo momento premere l’acceleratore sulle cose più estreme può fare recuperare voti nell’estrema destra. Rastrellamento ricorda il 10 agosto 1944, sono parole terribili di chi non appartiene alle radici democratiche e antifasciste della nostra costituzione né della nostra città”.

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