Cronaca

Attentato a Sigfrido Ranucci: arrestato Valter Lavitola come presunto mandante. Giallo sul movente

Valter Lavitola arriva in procura a Roma, 8 luglio 2026. ANSA/MASSIMO PERCOSSI (piazzale Clodio, tribunale, interrogatorio)

Valter Lavitola è stato arrestato e portato in carcere con l’accusa di essere il presunto mandante dell’attentato contro Sigfrido Ranucci, conduttore di Report. Lavitola è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare, firmata dalla Gip del tribunale di Roma, Iole Moricca, nell’inchiesta della Procura di Roma sull’attentato avvenuto il 16 ottobre 2025 davanti alla villetta di Ranucci, a Pomezia. Per gli investigatori, Lavitola avrebbe commissionato l’azione ai quattro già arrestati come esecutori materiali. L’ipotesi accusatoria comprende i reati di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, con modalità di tipo mafioso e aggravati dal numero di sodali superiore a cinque. Lavitola aveva respinto le accuse, sostenendo di non essere il mandante.

 

Ricercato faccendiere Gomes Tavares

Va detto poi che  è ricercato e latitante Gomes Clesio Tavares, destinatario insieme a Valter Lavitola di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’inchiesta sull’attentato contro il giornalista Sigfrido Ranucci. I Carabinieri dei Nuclei Investigativi di Roma e Frascati hanno eseguito la misura nei confronti di Lavitola, mentre Gomes è ancora ricercato. Entrambi sono gravemente indiziati di concorso nella detenzione, nel porto in luogo pubblico e nell’utilizzo di un ordigno esplosivo, con l’aggravante del metodo mafioso. Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Roma su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, nasce dalle indagini sull’attentato dinamitardo del 16 ottobre 2025 a Pomezia, nella frazione di Torvaianica, contro l’abitazione del giornalista e conduttore di Report. L’inchiesta aveva già portato, il 30 giugno scorso, all’arresto di quattro persone, ritenute gravemente indiziate di essere gli esecutori materiali della deflagrazione. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Lavitola avrebbe concepito il disegno criminoso e affidato a Gomes il compito di individuare persone in grado di procurare l’esplosivo e realizzare l’attentato dimostrativo davanti alla villa di Ranucci. Lo stesso Lavitola avrebbe poi partecipato, insieme a Gomes, a un primo sopralluogo sul luogo dell’attentato il 15 settembre 2025.  Gomes, attualmente irreperibile, avrebbe invece rappresentato il raccordo operativo tra Lavitola e il gruppo incaricato di eseguire materialmente l’azione. Sarebbe stato lui a reclutare e istruire gli esecutori provenienti dalla Campania e a coordinare le attività preparatorie. Oltre al sopralluogo del 15 settembre, avrebbe preso parte a una seconda ricognizione sul litorale laziale il 10 ottobre, mettendo a disposizione del commando l’auto del suocero. A rafforzare il quadro indiziario sono stati gli accertamenti sui telefoni cellulari degli indagati, l’analisi dei tabulati telefonici e telematici e la ricostruzione degli spostamenti dei veicoli utilizzati nelle fasi precedenti all’attentato. Gli investigatori avrebbero inoltre individuato elementi ritenuti incompatibili con i tentativi di precostituire alibi. L’ordinanza delinea dunque due ruoli distinti: Lavitola avrebbe avuto un ruolo di ideazione e mandato, mentre Gomes avrebbe curato il reclutamento e il coordinamento degli esecutori.

 

Legale di Ranucci: “Lui vittima di atto grave e complesso”

“L’arresto di Walter Lavitola conferma la gravità e la complessità dell’attentato subito da Sigfrido Ranucci, di cui sarà fondamentale comprendere movente e contesto di maturazione. E mentre per l’Autorità Giudiziaria è evidente come Ranucci sia la vittima, per alcuni giornalisti ed esponenti politici lo stesso attentato viene trasformato nel pretesto per regolare i conti con Report e con i suoi giornalisti in una strategia parossistica volta a delegittimare il giornalismo di inchiesta”. Così in una nota l’ avvocato Roberto De Vita, legale di Sigfrido Ranucci.

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