“La vera sorpresa delle prossime elezioni saremo noi”. Così Alessandro Onorato, assessore al Comune di Roma e fondatore di Progetto civico Italia. “Non serve un partito di centro ma una forza politica nuova, civica e concreta – spiega al Corriere della Sera -, che parli ai cittadini recuperando i temi che il centrosinistra ha regalato alla destra: dalla sicurezza alle imprese, ai giovani da tempo dimenticati. La destra infatti ha fallito miseramente la prova del governo”. Per Onorato ‘Progetto civico’ è una forza “autosufficiente. Noi abbiamo sindaci e amministratori in mille Comuni. E in Italia c’è una enorme fetta di elettorato che non si riconosce negli attuali partiti del centrosinistra ma vuole far vincere il campo progressista”. Rispetto ai rapporti con Italia Viva di Matteo Renzi poi aggiunge: “Fare asse? Quello che gli italiani si aspettano è un progetto. Chi ha aderito a Progetto civico Italia, se avesse voluto, avrebbe già potuto scegliere Italia viva. E invece gli amministratori vogliono scrivere una nuova pagina politica che risollevi il Paese e faccia vincere il centrosinistra. Non si fa un accordo politico solo per evitare di raccogliere le firme per presentarsi alle elezioni, come impone una riforma elettorale in odore di incostituzionalità. Peraltro a noi non fa paura raccoglierle. Siamo aperti, ma le alleanze si fanno sulle idee. Del resto avere visibilità non vuol dire raccogliere consensi alle urne”.
Organizzare a novembre primarie aperte a tutti
“Non stiamo nel centrosinistra per alimentare divisioni, non parteggiamo né per Schlein né per Conte. Alle primarie candideremo qualcuno che rappresenti il nostro movimento. E faremo un risultato che sorprenderà. Ma le primarie vanno organizzate presto, a novembre, devono essere aperte a tutti e prevedere un solo turno”. “L’ipotesi del federatore mi sembra ormai tramontata. Sarebbe stata un’ottima soluzione se ci fosse stata una figura superautorevole. Un garante, più che un candidato, davanti al quale tutte le forze politiche si sarebbero riconosciute”, conclude.
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