“La destra in Italia ha fallito. Ha deluso i cittadini offrendo soluzioni ispirate a pulsioni autoritarie, senza tuttavia garantire ordine e sicurezza. Ha prospettato una società aperta al merito, mentre consolidava i privilegi della propria classe politica. Tocca a noi offrire una vera alternativa, convincendo i ceti popolari, le forze sindacali, tutti i settori produttivi e i vari movimenti e comunità locali che si possono tenere insieme riconoscimento e redistribuzione, libertà individuali e sicurezza sociale, non perdendo mai di vista la lotta primaria contro le oppressioni materiali. Tocca a noi tornare a far crescere l’Italia, contrastando la gerarchia di una società di diseguali”. Lo scrive il presidente del M5S, Giuseppe Conte, in una lettera a ‘la Repubblica’. “Il progresso tecnologico – sottolinea il presidente del M5S – crea fratture e diseguaglianze così strutturali che dobbiamo necessariamente intervenire a monte del processo produttivo, prevenendo le disparità sin dalla fase progettuale. Lo strapotere delle Big Tech va assolutamente regolato, a livello europeo, attraverso un ‘costituzionalismo digitale’: sul piano giuridico, per garantire trasparenza algoritmica e tutela integrale della persona; sul piano economico, per vincolare i ‘padroni delle nostre esistenze’ a un sistema di condivisione dei benefici economici che coinvolga le comunità di riferimento. È impensabile affrontare queste sfide, muniti solo di un’agenda morale sui diritti civili, né possiamo continuare a ragionare solo di diritti identitari e di spazi simbolici”. “Abbiamo l’urgente necessità di affrontare le diseguaglianze economiche e sociali, misurandoci con soluzioni concrete riguardanti: le politiche salariali, i piani industriali, l’equità fiscale e le imposte adeguate su rendite finanziarie, il sostegno all’economia reale, il diritto all’abitazione, l’accesso ai servizi pubblici e a infrastrutture adeguate, le prestazioni sanitarie e l’istruzione di qualità. Dobbiamo recuperare – rimarca Conte – risorse importanti dalla revisione delle spese militari, investendo massicciamente sul capitale umano, riformulando un modello di sicurezza sociale adeguato alle travolgenti trasformazioni tecnologiche e sociali”.
