Economia e Lavoro

Manovra e pensioni: Durigon, Lega studia flessibilità in uscita a 64 anni

Claudio Durigon, sottosegretario al ministero del lavoro, durante la trasmissione televisiva Porta a Porta in onda su RaiUno, Roma 30 novembre 2022. ANSA/FABIO FRUSTACI

 

 

“Come Lega stiamo studiando la possibilità di inserire nella manovra una flessibilità in uscita che consenta, nella piena libertà di scelta dei lavoratori, di andare in pensione a 64 anni”. Così in un ‘intervista al Sussidiario.net il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, oggi tra gli ospiti del Meeting di Rimini, rispondendo a una domanda se ci sarà il blocco dell’aumento dei requisiti in base all’aspettativa di vita che dovrebbe scattare dal 1° gennaio 2027. “Nel caso venisse introdotta questa misura non ci sarebbe bisogno di bloccare l’aumento dei requisiti perché ci sarebbe la possibilità di poter lasciare il lavoro prima dei 67 anni e 1 mese. Dunque, un intervento escluderebbe di fatto l’altro”, ha affermato. Nel caso di uscita dal lavoro a 64 anni si andrebbe incontro a qualche forma di penalizzazione sull’assegno? “È bene intendersi sul concetto di penalizzazione: chi, come me, ha cominciato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996 e si trova nel sistema contributivo può considerarsi penalizzato rispetto a chi ha iniziato prima? Nel caso di uscita dal lavoro a 64 anni si dovrebbe accettare di sottoporsi a questo sistema di calcolo che riguarderà sempre più lavoratori, compresi i nuovi assunti”, ha risposto.

Taglio Irpef fino a 60mila euro e più welfare aziendale

 

“Con la prossima legge di bilancio contiamo di ridurre l’Irpef per i redditi fino a 60.000 euro. Questo potrà dar respiro al potere d’acquisto dei lavoratori, ma credo che qualcosa in questa direzione possano farlo anche le imprese”. Inoltre, con la manovra “credo sarebbe importante mantenere i provvedimenti già adottati negli scorsi anni, in particolare la detassazione degli incrementi retributivi frutto dei rinnovi contrattuali. Se possibile, aumenteremo gli incentivi al welfare aziendale, che in alcuni casi rappresenta un salario aggiuntivo, e cercheremo di rafforzare l’efficientamento aziendale, anche attraverso una maggior flessibilità in uscita: penso sia inaccettabile dover lavorare fino a 67 anni nel momento in cui si parla di implementazione dell’intelligenza artificiale nelle imprese”.

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