Dall’inizio della crisi a Ceuta in Spagna si è aperto il dibattito sul come sia stato possibile che l’intelligence non si sia accorta dell’arrivo in massa di circa 80mila migranti dal Marocco. I dubbi restano e i ministri dell’Interno e della Difesa del governo di Pedro Sanchez hanno fornito due versioni distinte. La ministra della Difesa, Margarita Robles, ha sostenuto che il Centro Nazionale di Intelligence (CNI), che conta 25 agenti dislocati nell’exclave, avesse segnalato una significativa attività al confine e il rischio di un attraversamento di massa. Una circostanza che avrebbe dovuto spingere il ministro dell’Interno, Fernando Grande-Marlaska, ad adottare misure preventive. Quest’ultimo, però, ha smentito la ricostruzione, affermando che l’intelligence non aveva preannunciato che potesse verificarsi quanto poi accaduto a fine luglio. Oggi in un’intervista a Cadena Ser, il ministro delle Politiche territoriali e della Memoria democratica, Angel Víctor Torres, che è anche il responsabile del comando unico per la gestione della crisi, ha sostenuto la versione dei fatti fornita da Grande-Marlaska mentre il quotidiano di orientamento conservatore Abc, che cita fonti della sicurezza, scrive in un articolo che il Cni avrebbe avvertito il governo il 29 luglio che 180mila persone si stavano preparando a entrare illegalmente in Spagna. L’opposizione ha chiesto chiarimenti.
