A nove anni dalla fuga di centinaia di migliaia di Rohingya dalle violenze in Myanmar, le condizioni di vita nel più grande insediamento di rifugiati al mondo stanno peggiorando a un ritmo allarmante: oltre un terzo dei rifugiati Rohingya dovrebbe affrontare quest’anno livelli di fame classificati come “critici”, esponendo un numero crescente di bambini al rischio di malnutrizione. Lo dichiara Save the Children, sottolineando che un’intera generazione di bambini Rohingya è cresciuta in condizioni di sfollamento. Molti di loro infatti non conoscono altra realtà se non quella dei campi profughi di Cox’s Bazar, nel sud-est del Bangladesh. La diminuzione dei finanziamenti dei donatori internazionali, unita alla riduzione delle razioni alimentari registrata nell’ultimo anno, ha peggiorato le difficoltà già esistenti, tra cui il sovraffollamento, il limitato accesso ad acqua potabile, alimenti nutrienti e opportunità di sostentamento. Questa situazione ha spinto molti Rohingya a tentare di lasciare i campi affrontando spesso pericolosi viaggi via mare. “Tra settembre e dicembre di quest’anno, le condizioni di sicurezza alimentare per gli 1,2 milioni di persone che vivono nei circa 30 campi di Cox’s Bazar sono destinate a peggiorare. Si prevede che il 35% della popolazione raggiunga il livello 3 della classificazione IPC, corrispondente a una situazione di ‘crisi’ alimentare o peggiore, mentre il 10% potrebbe trovarsi in condizioni di ‘emergenza’ alimentare. Una percentuale in aumento rispetto al 30% registrato lo scorso anno”, scrive Save the Children. La malnutrizione materna aumenta significativamente il rischio che i neonati nascano sottopeso o soffrano a loro volta di malnutrizione, con conseguenze che possono tradursi in una maggiore mortalità infantile o in problemi di salute permanenti fino all’età adulta. Nei campi Save the Children fornisce screening nutrizionali e trattamenti terapeutici, sostegno nutrizionale alle madri e consulenza sull’alimentazione di neonati e bambini piccoli. “Nove anni dopo l’esodo di massa dei Rohingya, un’intera generazione di bambini sta crescendo in esilio – ha dichiarato Golam Mostofa, responsabile dell’Area Cox’s Bazar di Save the Children Bangladesh – Eppure, invece di assistere a passi avanti verso la sicurezza, il riconoscimento dei diritti e una soluzione duratura, le famiglie si trovano ad affrontare una fame crescente, opportunità sempre più limitate e una profonda incertezza sul proprio futuro”. “La fame e la malnutrizione non sono semplicemente il risultato della mancanza di cibo. Sono la conseguenza di una crisi lasciata irrisolta per quasi un decennio. I bambini Rohingya hanno bisogno di molto più che sopravvivere: hanno diritto a protezione, istruzione, dignità e a una concreta prospettiva per il loro futuro”. Attualmente i rifugiati Rohingya di Cox’s Bazar si trovano ad affrontare una grave crisi umanitaria, climatica e della sicurezza all’interno dei campi, dove i bambini rappresentano oltre la metà della popolazione. Ad aggravare ulteriormente la situazione, a luglio 10 minori e un insegnante hanno perso la vita a causa delle frane provocate dalle piogge monsoniche. Queste condizioni spingono alcuni rifugiati a intraprendere pericolose traversate in barca nella speranza di trovare una vita migliore in altri Paesi, nonostante i rischi ben noti, tra cui abusi da parte di trafficanti e reti di contrabbando di esseri umani, nonché il pericolo di annegamento. Nel 2025 è stato registrato un numero record di circa 900 Rohingya, compresi bambini, dispersi o morti in mare. Save the Children fornisce screening e trattamenti nutrizionali per donne, bambini e altre persone vulnerabili dal punto di vista nutrizionale, oltre a servizi sanitari e di protezione. Un nuovo Ospedale Materno e Infantile offre inoltre assistenza ospedaliera 24 ore su 24 ai bambini affetti da grave malnutrizione acuta (SAM) e da complicazioni mediche. “Sebbene le cure possano salvare la vita ai bambini colpiti da malnutrizione acuta, prevenire la malnutrizione richiede che le famiglie abbiano un accesso costante ad alimenti nutrienti, acqua pulita e servizi sanitari adeguati, tutti ambiti oggi penalizzati dai tagli ai finanziamenti”, sottolinea l’organizzazione. Save the Children chiede alla comunità internazionale di colmare il deficit dei finanziamenti umanitari e invita i governi a garantire la tutela dei diritti dei rifugiati, accelerando l’individuazione di soluzioni durature che offrano alle famiglie Rohingya una prospettiva di futuro oltre anni di sfollamento e incertezza. L’organizzazione opera a Cox’s Bazar dal 2012 e ha ampliato in modo significativo i propri interventi in seguito all’esodo di massa dei rifugiati verso il Bangladesh nel 2017.
