di Andrea Maldi
Ieri è stato pubblicato sul sito istituzionale e il social X il bando del programma ufficiale di taglie e ricompense antiterrorismo (Rewards for Justice) del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti:
“Il programma Rewards for Justice offre una ricompensa fino a 10 milioni di dollari — oltre alla possibilità di ricollocamento e trasferimento — in cambio di informazioni che consentano di identificare o localizzare i leader chiave del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica dell’Iran (IRGC) e dei suoi rami operativi.
Questi individui comandano e dirigono vari elementi dei Pasdaran, un apparato che pianifica, organizza ed esegue atti di terrorismo su scala globale. L’IRGC è responsabile di numerosi attacchi mirati contro il personale statunitense, strutture degli Stati Uniti e alleati, comprese operazioni che hanno causato la morte di cittadini americani.
Nello specifico, le unità guidate da questi comandanti hanno preso di mira il personale USA con attacchi armati e hanno colpito le infrastrutture critiche degli Stati Uniti attraverso operazioni cibernetiche ostili. Aiutaci a contrastare queste minacce. Inoltra una segnalazione oggi stesso”.
L’avviso richiama espressamente cinque posizioni di rilievo dei vertici strategici e tecnologici del Corpo d’élite iraniano:
- Ahmad Vahidi: Comandante in capo dei Pasdaran;
- Ali Abdollahi Aliabadi: Capo di stato maggiore generale delle Forze armate dell’Iran;
- Majid Khademi: Capo dell’Ufficio di Intelligence dei Pasdaran;
- Hamid Reza Lashkarian: Capo del Comando Cyber-Elettronico dei Pasdaran;
- Said Aghajan: Comandante del Comando UAV (droni) della Forza Aerospaziale dei Pasdaran.
Intanto l’Iran ha preannunciato rappresaglie contro l’inasprimento delle sanzioni americane a Teheran – e a tutti i Paesi che commerciano con lo stato iraniano –, comunicate dal Segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent, assicurando di poter reagire finanziariamente e in caso di necessità mediante attacchi agli asset strategici statunitensi e alle infrastrutture energetiche.
Nel frattempo la Cina si è dichiarata non favorevole alle misure restrittive indipendenti proclamate dagli Stati Uniti: “Abbiamo già dichiarato molte volte che ci opponiamo fermamente alle sanzioni unilaterali illegali statunitensi. La Cina adotterà tutte le misure necessarie per salvaguardare fermamente i propri diritti e interessi legittimi” ha reso noto il rappresentante del ministero degli Esteri cinese Lin Jian durante una riunione informativa a Pechino.
