Politica

Centrosinistra: botta e risposta su primarie, Bonelli lancia idea di un partigiano

di Luca Rossi (*)

Primarie sì o no? Con quali modalità e tempi? Scelta tra i leader o un terzo nome? Sono alcuni degli interrogativi che scaldano la coda d’estate del campo largo. In agenda c’è un appuntamento già segnato: Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, saliranno insieme sul palco della festa di Avs, dal titolo ‘Terra!’, in programma a Roma l’8 settembre e si confronteranno all’interno del dibattito ‘Prima le idee’. Certo è che il confronto prosegue e proprio Bonelli lancia l’idea di un partigiano candidato in caso di corsa ai gazebo. “Se si dovranno fare le primarie, si facciano, ma soltanto dopo un serio lavoro comune sul programma”, è la premessa del deputato di Alleanza Verdi e Sinistra. Che poi argomenta: “Sta prevalendo il tatticismo sul nome del candidato premier rispetto alla vera questione: il futuro del Paese. Prima viene la costruzione di un programma condiviso, poi il candidato”. “Le primarie – assicura – non sono il diavolo e, se si faranno, avanzo una proposta: candidiamo un partigiano o una partigiana, oppure il presidente di uno dei comitati dei familiari delle vittime delle stragi fasciste, da piazza Fontana alla stazione di Bologna. Non sarebbe una candidatura farlocca o puramente simbolica: servirebbe a ricordare che la nostra democrazia nasce dalla Resistenza e dalla lotta partigiana antifascista, opponendosi al disegno di una destra che vuole aggredire le prerogative del capo dello Stato”.

Ma ad alimentare il confronto sono anche le parole di Goffredo Bettini, dirigente nazionale del Pd. “Sulle primarie – dice il dem – ho il timore che riparta nel centrosinistra una ‘tarantella’ infinita su metodi e regole. Ritardando ciò che è prioritario: concordare un testo essenziale, programmatico e di principi, di visione dell’Italia”. Bettini, quindi, rimarca: “Escludo che Elly Schlein abbia il timore delle primarie. Ha detto con limpidezza che due sono le strade: scegliere il leader del partito più forte o le primarie di popolo. Un aspetto non criticabile della segretaria è il coraggio. Ne ha da vendere”. E poi chiarisce: “Le primarie dovrebbero allargare al massimo i partecipanti al voto. Garantire la trasparenza, con regole drastiche che evitino possibili inquinamenti. Infine, i gazebo andrebbero promossi e gestiti da un comitato di garanzia, sopra le parti”. Il dirigente dem dice al Fatto Quotidiano la sua anche sulla sindaca di Genova, Silvia Salis. Potrebbe correre per Palazzo Chigi? “Certo, se intende partecipare. Mi pare una donna intelligente e che sa comunicare. Perderebbe freschezza – puntualizza – con un’eventuale convergenza su di lei ‘a tavolino'”.

Sulla questione delle primarie, intanto, il M5S – tramite il capogruppo alla Camera Riccardo Ricciardi – segnala la necessità che ci siano “regole di buon senso. Individuiamo prima i principi e i valori e le apriamo a chiunque, anche online, senza preregistrazioni o tessere che allontanano la partecipazione. Si possono fare a turno unico. Le primarie devono essere una bella sfida aperta. Ci confronteremo e chi vincerà darà un indirizzo”. E la sua collega di partito, Alessandra Maiorino, lancia la sfida: “Zelensky e Netanyahu grandi amici. E il cerchio si chiude. Eppure questo cerchio non è ineluttabile. Il campo progressista deve spezzarlo. Deve avere il coraggio di dire che alimentare la guerra russo-ucraina non ci avvicina alla pace, e che il riarmo permanente non è un progetto politico. Se non rompe con questa logica, non è un campo progressista. Non può esserlo”. “Nel 2027 – conclude – questa sarà la vera scelta politica. A cominciare dalle primarie: scegliere chi guiderà il campo progressista significherà anche scegliere se continuare dentro questo cerchio o finalmente spezzarlo”.

(*) La Presse

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