di Andrea Capello
Si aggrava di ora in ora il bilancio della tragedia che ha colpito il Nepal. Secondo gli ultimi dati forniti dalle autorità locali le vittime accertate sarebbero 389 mentre i dispersi supererebbero i 1.300. Fra loro oltre 500 sono turisti stranieri, di cui tre italiani. Non si hanno infatti notizie di Marco Ratto, titolare di un’orologeria e oreficeria a Rapallo in provincia di Genova dove è molto conosciuto, e di una coppia italo-svizzera. Sono invece stati tratti in salvo Valentina Piccinini e Stefano Lotumolo, 38enne fotografo di viaggio della provincia di Lucca e, fra le altre cose, fondatore di ‘Radici Globali’, associazione che unisce l’arte della fotografia all’impegno umanitario per aiutare le comunità in difficoltà. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha inviato una delegazione da Roma dell’Unità di Crisi per creare un punto di assistenza per gli italiani a Katmandu e ha disposto l’invio in Nepal di personale dell’ambasciata italiana a Nuova Delhi per rafforzare la presenza in loco e l’assistenza agli italiani. La Farnesina – ha affermato Tajani – “sta lavorando per rintracciare i connazionali con cui non è ancora stato possibile stabilire un contatto”.
A creare la drammatica alluvione, secondo le prime ricostruzioni basate su immagini satellitari del luogo della tragedia al confine fra Nepal e Tibet, potrebbe essere stata una gigantesca valanga di ghiaccio e roccia staccatasi a oltre 5.100 metri di altezza e poi precipitata lungo la vallata. L’incubo inoltre potrebbe non essere finito in quanto le autorità cinesi hanno lanciato l’allarme per un lago di sbarramento naturale formatosi alla confluenza dei fiumi Tsogyal e Purupqiangzangbu, che sta tracimando e potrebbe cedere. Il lago si trova in un’area a monte di quella della tragedia. “Nessuno si sarebbe aspettato un avvenimento del genere”, ha raccontato a LaPresse Marco Kapali, guida nepalese che da anni accompagna i turisti italiani in visita nel paese himalayano. L’uomo si trovava nell’area interessata pochi giorni prima del tragico evento. Secondo la guida è “quasi impossibile” che fra le persone che risultano disperse possano esserci dei vivi, quindi il bilancio delle vittime “è destinato ad aumentare”. Kapali ha fatto anche riferimento ai “tanti cadaveri” trovati nei fiumi. La turista italiana, Elisa Pasino, in Nepal con il marito nei giorni antecedenti all’alluvione, ha invece raccontato di essersi salvata perché la coppia ha deciso di cambiare l’itinerario all’ultimo minuto dirigendosi dal Nepal verso il Bhutan. Dopo aver attentamente monitorato le condizioni della zona interessata tramite siti specializzati e media locali i due hanno giudicato “imprudente” recarsi nella vallata dove poi è avvenuto il disastro.
(*) La Presse
