Proseguono le indagini della Direzione distrettuale antimafia della Procura di Roma sulla sequenza di esplosioni che nella notte di domenica ha colpito tre attività commerciali nella zona est della Capitale e sull’attentato avvenuto due giorni prima contro l’abitazione di un pregiudicato a Prato Fiorito. Il fascicolo è stato affidato alla Dda, che ha delegato indagini congiunti a Polizia di Stato e Carabinieri, convinta che i quattro episodi possano essere parte di un unico disegno criminale. Nel mirino sono finiti la Travis Car di via Casilina, riconducibile ad pregiudicato per reati legati alla droga, Manuel S., l’ex barber shop di via Salemi, in passato gestito dai fratelli Danilo S. e Dylan F., entrambi con precedenti, e il forno “Forno Subito” di via delle Alzavole, a Torre Maura. Tre attentati messi a segno nell’arco di poco più di un’ora con ordigni artigianali capaci di divellere saracinesche e provocare ingenti danni anche ad abitazioni e auto in sosta. Gli investigatori stanno ricostruendo i movimenti del commando attraverso decine di telecamere di videosorveglianza. Nel caso dell’esplosione di via Salemi, le immagini mostrano una Jeep Renegade nera arrivare davanti al civico 130: un uomo scende, deposita l’ordigno, lo innesca e risale in auto prima della fuga. Sul posto la Scientifica ha sequestrato frammenti dell’esplosivo e un accendino rosso, ritenuto potenzialmente utile per gli accertamenti biologici e dattiloscopici. A Torre Maura, invece, le telecamere del forno hanno immortalato un uomo vestito di bianco con cappello nero e guanti. Il sospetto avrebbe atteso il passaggio di una volante della Polizia prima di piazzare la bomba, esplosa pochi minuti dopo le 3. Gli inquirenti ritengono inoltre che un cassonetto incendiato a poche centinaia di metri possa essere stato utilizzato come diversivo per attirare l’attenzione degli agenti. Resta sotto la lente anche l’attentato di Prato Fiorito, dove una bomba carta era esplosa davanti all’androne dell’abitazione di un uomo con precedenti. Proprio il collegamento temporale e territoriale tra quell’episodio e i tre attentati della notte successiva ha spinto la Procura antimafia a istituire il coordinamento investigativo. L’ipotesi privilegiata è quella di una serie di intimidazioni maturate negli ambienti della criminalità organizzata romana, con possibili riflessi sugli equilibri delle piazze di spaccio tra Quarticciolo e Tor Bella Monaca. Al momento non risultano indagati, mentre proseguono l’analisi dei filmati, i rilievi sugli ordigni e l’incrocio dei tabulati per dare un nome agli autori.
