Assoutenti, ridurre ancora di più i prezzi dei carburanti
“L’aumento dell’inflazione al 3,3% è la prova lampante che serve uno sforzo ulteriore per ottenere una riduzione dei prezzi soprattutto nel settore dei carburanti e degli energetici”. Lo afferma Assoutenti intervenendo sui dati dell’Istat.
“La guerra in Medioriente continua a far sentire i suoi effetti sulle tasche degli italiani – spiega il presidente Gabriele Melluso – non a caso le voci direttamente influenzate dal conflitto in atto continuano a registrare sensibili aumenti che si abbattono sui bilanci delle famiglie: le bollette del gas e della luce, i combustibili benzina e gasolio, continuano a subire rincari mese dopo mese”.
Inoltre – conclude Melluso – “su questa situazione incombe la fine del taglio delle accise sul gasolio che scadrà il prossimo 5 settembre: una misura che, se non sarà prorogata, porterà ad un immediato rincaro dei prezzi alla pompa con un effetto moltiplicatore sui listini al dettaglio e sull’inflazione”.
Adusbef, certificata mazzata trasporti ed effetto guerra su vacanze
“I dati sull’inflazione diffusi dall’Istat certificano l’effetto Iran sulle vacanze estive degli italiani, con la guerra che ha modificato prezzi e tariffe nel settore turistico incidendo sulle scelte delle famiglie”. Lo afferma Adusbef, commentando “con preoccupazione” la risalita dell’inflazione al +3,3%. “I cittadini che ad agosto hanno deciso di rimanere in Italia per trascorrere le proprie villeggiature hanno subito una vera e propria mazzata sul fronte dei trasporti – analizza Adusbef – In particolare secondo i dati diffusi da Istat la benzina ha registrato un incremento annuo del +16,3%, mentre per il gasolio il rincaro è addirittura del +26,7% L’intero comparto dei trasporti segna un +6,1%: le tariffe dei traghetti sono salite del +7,8% su anno, quelle di bus e pullman del +2,9%, mentre i parcheggi sono costati il 2,8% in più, +1,3% i pedaggi e i biglietti ferroviari. Unica nota positiva quella relativa agli aerei: i prezzi dei biglietti, anche a causa della minore domanda legata alla guerra in atto, registrano una contrazione del -11,8% per i voli internazionali, e del -12,1% per i voli nazionali”. “Tuttavia ad agosto gli italiani hanno spesi di più per dormire o mangiare fuori casa: per le strutture ricettive (alberghi, resort, villaggi, ecc.) i rincari medi sono del +3,2% su anno, identica percentuale per ristoranti e bar”, evidenzia Adusbef. “Si tratta di aumenti che incideranno sui bilanci e quindi sulla capacità di spesa delle famiglie, ma il peggio deve ancora venire – avvisa il presidente Adusbef, Antonio Tanza – Al termine delle vacanze gli italiani dovranno affrontare nuove spese legate all’escalation dei carburanti e dell’energia, e in assenza di seri interventi da parte del governo assisteremo ad un generalizzato peggioramento delle condizioni economiche di milioni di nuclei, con effetti devastanti per la nostra economia”.
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