di Marino Marini
Sono otto gli emendamenti unitari presentati dal centrosinistra alla legge elettorale in Senato. A questi, depositati in commissione e presentati in una conferenza stampa in corso a Palazzo Madama, si aggiungono quelli a firma dei gruppi per complessive 659 proposte di modifica.
Opposizioni, preferenze vere e no indicazione premier, premio sopra 45%
“Vogliamo preferenze vere per restituire la scelta agli elettori quindi no a liste bloccate”. Così il capogruppo Pd in Senato, Francesco Boccia, che nella conferenza stampa convocata con M5S, Avs e Iv spiega la linea delle opposizioni che prevede la doppia preferenza di genere con capolista al 50% ovunque. Gli emendamenti unitari prevedono anche la cancellazione dell’indicazione del candidato premier e l’innalzamento della soglia per il premio di maggioranza dal 42 al 45 per cento.
Boccia (Pd), destra ancora spaccata con no Lega-FI a ballottaggio
“La destra è divisissima ed è evidente che nè Forza Italia né la Lega condividano l’ipotesi ballottaggio e di fatto l’ennesimo colpo di teatro di FdI, arrivato con l’emendamento di Marcello Pera”. Così il capogruppo Pd in Senato durante la conferenza stampa delle opposizioni sugli emendamento presentati alla legge elettorale. “Tra l’altro l’emendamento in questione serve solo a tenersi in vita scavalcando Vannacci – aggiunge – ma non regge con il bicameralismo italiano”. “Presentano ogni giorno in base ai sondaggi una legge elettorale diversa – prosegue Francesco Boccia a margine della conferenza – e sono terrorizzati da Vannacci, non si occupano dei problemi del paese e sono mesi che chiediamo di intervenire sui carburanti, sul carovita, sono mesi che denunciamo l’aumento di generi alimentari, dal caffè, al pane, la pasta, le patate, ma loro sono totalmente disinteressati. Giorgia Meloni fa i vertici notturni solo per occuparsi della conservazione del potere, di come restare a Palazzo Chigi. Questa legge elettorale va respinta, chiarendo che il governo deve occuparsi dei problemi degli italiani”. “La notizia di oggi – continua l’esponente dem – è che le opposizioni sono unite. Sono unite per il superamento delle liste bloccate. Sono unite per consentire agli italiani e alle italiane di scegliere gli eletti e le elette, e la maggioranza, come è successo alla Camera, è completamente spaccata, perché sul ballottaggio sono divisi così come sui capilista bloccati e nascosti dietro le crocette che chiamano preferenze”.
M5s, caos nel centrodestra, Meloni pensa a imbullonare fedelissimi
“È normale che a settembre il Parlamento si ritrovi per discutere della legge elettorale anziché del gasolio che sfiora ormai i tre euro o di quanto costa il ritorno a scuola alle famiglie italiane, con il caro-libri che ha fatto segnare picchi fino a 1300 euro? Si sono chiusi a casa di Meloni non per discutere di questo ma per parlare di listini, premi di maggioranza e ballottaggio. In queste ore stanno litigando su tutto. Il loro unico collante è quello di rimanere imbullonati alla poltrona e riportare in Parlamento i loro uomini di fiducia utili a pigiare il bottone al momento giusto. E rimettere nelle liste gente come Santanchè, Delmastro o magari direttamente lo stesso Caroccia, il prestanome della Camorra che hanno di fatto protetto con il loro voto in Parlamento. Da un lato hanno lo spauracchio Vannacci e dall’altro l’obiettivo di arrivare alla loro festa a Bari il prossimo 4 settembre cercando di evitare che Tajani e Salvini si mandino a quel Paese. Il vero dato politico che davanti al caos della maggioranza il fronte progressista si presenta invece unito e presentando emendamenti unitari che hanno un punto in comune: a scegliere devono essere gli italiani e non i capi di partito”. Così il capogruppo M5S al Senato Luca Pirondini intervenendo in conferenza stampa al Senato con altri esponenti delle opposizioni.
