Primo piano

Europa : la fine di un castello di carta e la mancanza di pensiero

 

                         di  Fabrizio Pezzani (*)

 

L’Europa  che ci ritroviamo davanti è profondamente lontana dal sogno dei padri fondatori , forse siamo di fronte alla peggiore Europa che sia stata realizzata in totale distonia rispetto ai principi generali che hanno ispirato la sua costruzione, una sorta di castello di carta senz’anima che sembra crollare sotto i suoi sogni perduti totalmente priva di una governance illuminata   .

Il sogno dell’Europa era partito da lontano, il termine Europa viene dalla mitologia greca ed il nome stava a significare “ occhi grandi “ , Europa era la figlia di Agenore ,di lei si innamorò Zeus da cui ebbe tre figli : il leggendario Minosse, il coraggioso Radamante ed il saggio Sarpedonte . I greci , in onore di Minosse dettero il nome di Europa al continente che si trova al nord di Creta ; il nome , non usato dai romani , diventerà una realtà concreta con Carlo Magno.

Ma per tornare ai tempi nostri solo dopo il drammatico e doloroso tempo della guerra tra esasperati nazionalismi avrebbe cominciato a prendere forma l’idea di un’Europa unita , il processo che ha portato alla sua formazione è stato lungo e molti paesi hanno sottoposto le decisioni inerenti alla partecipazione all ‘Unione Europea a formule referendarie in modo che tale partecipazione rappresentasse quanto più possibile la volontà di un popolo . Paradossalmente proprio oggi ci troviamo in guerra, in piena Europa con la Russia che ha profonde radici nella storia e  nella cultura europea ma alla sua caduta anziché avviare una cooperazione con una sorta di piano Marshall per integrarla nell’Europa hanno prevalso gli interessi di un atlantismo che ha perseguito  troppo i propri interessi e non quelli di creare un bene comune .Oggi forse avremmo un mondo diverso ma la mancanza di cultura politica e della storia finisce sempre per portare

alla forza ed alla violenza come soluzione dei problemi e ci avvicina al caos.

Inoltre la suicida politica degli Usa ha spinto verso un confronto bellico con quella Russia che avremmo dovuto avvicinare , come era stato fatto fino al 2020, ed ora siamo vittime di un suicidio politico ed economico sempre mistificato da una stampa troppo schiacciata su interessi che la governano ed la orientano verso fini che sono distanti dal bene dell’Europa . Siamo spinti ad armarci contro il vero pericolo che è la stupidità umana che sembra governare una classe politica occidentale che è alla fine di una storia e non vuole affrontare il cambiamento con idee nuove che non ha .

La mancanza di una governance sia globale che europea sta facendo crollare un castello di carta che al primo soffio sembra saltare in aria , troppa ignoranza , incapacità ed inadeguatezza sono i suggeritori di una classe politica arrivata alla fine ed incapace di affrontare con creatività e coraggio un mondo che cambia

Il sogno di potere unire sotto l’egida della cooperazione stati che per millenni si sono sanguinosamente combattuti è svanito per interessi esterni all’Europa stessa che ha finito per perdere quella autonomia e quel senso di unione che era alla base del suo destino . In mancanza di una capacità politica di coesione hanno prevalso gli interessi dei singoli che hanno finito per consegnare il destino dell’Europa in mani esterne che hanno finito per farla diventare profondamente lontana dal suo originario disegno ; oggi in effetti l’Unione Europea risulta eterodiretta per scopi spesso estranei a lei ma funzionali agli interessi di un atlantismo che dovrebbe essere profondamente ripensato.

Il livello di dipendenza da interessi esterni e dal modello culturale degli Usa fondato sul mercato profondamente diverso dal modello di welfare alla base dell’unione europea hanno finito per creare un sottoinsieme di stati che sembrano sempre più disuniti e vittime di volontà esterne che perseguono finalità che si stanno rivelando profondamente lesive della sua cultura , della sua autonomia e della sua sopravvivenza.

La posizione degli Usa in una fase di avanzata disgregazione sociale ed in un momento storico in cui tende a prevalere un multipolarismo si dimostra rigida al cambiamento ed incapace , per colpa propria dell’Europa , di aprirsi ad un mondo esterno che cambia dimostrando una limitata capacità di adeguarsi per favorire una pace più dichiarata che realizzata ma continua a perseguire il dogma della guerra come fattore di dominio . L’Europa quella pensata dai padri fondatori dovrebbe ricucire le diversità , fare una parte di mediazione e non continuare a gettare benzina sul fuoco ; è venuta meno l’anima a questa Europa governata sempre meno dalla saggezza e dalla politica perché ne sono privi i suoi rappresentanti a partire dal suo presidente che mostra una rigidità nemica del dialogo , della collaborazione e totalmente priva di cultura storica  . Oggi in mancanza di un potere politico vero di cui sono privi gli stessi stati membri il bastone di comando è stato lasciato ad una tecnocrazia ed ad una finanza profondamente distanti dalla realtà e rivolta solo all’emanazione di norme che troppo spesso sono a danno dei paesi partecipanti all’unione che finiscono per subire senza avere la capacità di imporsi alla guida di un carro che sembra abbandonato al suo destino come una precaria armata Brancaleone .

Il dominio della finanza che ha spinto i paesi ad un processo di indebitamento suicida ne governa la politica che ha perso il suo ruolo di rappresentanza del popolo e del bene comune per assolvere agli interessi dominanti. Di fatto la governance dell’Unione Europea si è spersonalizzata e  burocratizzata esattamente come aveva criticato Max Weber sul rischio di una razionalizzazione delle procedure che prendono il sopravvento sulle persone .

Come sono lontani i tempi in cui Romano Guardini, uno dei più illuminati pensatori del secolo scorso scriveva del ruolo e del compito dell’Europa in un mondo che cambiava in occasione del conferimento del Paemium Erasmianum a Bruxelles nel 1962 in cui richiamava alla potenza acquisita dall’uomo tramite la scienza e la tecnica ed  al rischio che di tale l’uomo potesse fare un uso terribile così affidava all’Europa  il compito storico di riportare la saggezza nella storia dell’uomo.

Rileggendo le parole di un grande pensatore vediamo , drammaticamente , come siamo lontani da quelle intuizioni e sembra che si stia facendo tutto il contrario , ma il problema è sempre e solo di uomini e delle loro capacità ma quando questi mancano si finisce nel caos e si distrugge un luminoso sogno di speranza e di umanità ed oggi il vero problema è quella di mancanza di uomini come succede sempre nella storia quando una società collassa.  Infine la mancanza di un pensiero soffoca la mente e annulla ogni possibile azine volta a contrastare il caos insorgente di cui non si vuole prendere coscienza ma la paura del pensiero è sempre dominante nell’uomo e la stupidità governa le azioni.

(*) Professore emerito Università Bocconi

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